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martedì 23 novembre 2021

#politica #intellettualeperfetto -- L'intellettuale e la mancata autocritica.

 Come sempre un vero intellettuale deve essere critico sul mondo intero ma mai su se stesso e sulle sue idee. Non regaliamoli mai uno specchio, tanto non crede in quello che vede. Molti di loro usano le droghe, non quelle degli alimentari, perché vedendo un mondo inesistente si sentono superiori. Un

“vero” intellettuale non dirà mai di avere sbagliato e costruito ragionamenti dialettici fondati su tesi errate. No, al più traccerà per correggersi, un percorso dialettico che giustifica ed esalta il suo sbaglio come espressione di una mente superiore. Non sorgono mai in loro, dubbi che possono avere sbagliato, che la realtà possa essere diversa dalla rappresentazione che hanno dentro di loro, altrimenti si sentono gente comune.

Molti di questi intellettuali, in questo periodo di Covid ,sono su tutti i giornali , nei salotti TV su radio varie  dove raccontano delle belle o delle bolle. 

Si perché alcune giustificazioni delle loro posizioni sono come bolle di sapone, iridescenti da stupire, ma come scoppiano, gli schizzi entrano negli occhi della coscienza e ne proviamo fastidio per l’inganno dialettico del loro ragionamento e l’immagine ingannevole che ci eravamo fatti della loro personalità, anche se non si consideravamo, maestri.

Quanta diversità con gli intellettuali formatisi nella vita di tutti i giorni, fuori dai salotti e dalle congreghe dei premi, spesso immeritati. La vita vissuta in mezzo alle avversità economiche e sociali, alle gioie e ai dolori per la lotta costante per sopravvivere, spesso incorona le menti più aperte e libere, più autocritiche e sperimentali, consci di non sapere e che il dubbio può aiutare a vedere i tanti aspetti diversi di una stessa realtà. Si perché la realtà e come un prisma, vi sono tante visioni diverse secondo l’inclinazione con cui guardiamo, ma una sola è più vicina alla realtà.