Non concordiamo con il giudizio della Corte di Assise di Roma. Gli imputati sono stati nascosti dal Governo egiziano ma sono stati individuati dalle ricerche effettuate dai nostri corpi investigativi
.Ora gli avvisi giudiziari sono stati notificati al Governo Egiziano da cui dipendono i colpevoli, quindi è il governo straniero che ne impedisce la notifica individuale agli incriminati. Questo abuso di potere da parte dell’Egitto, rende possibile accettare la competenza del processo italiano anche in assenza degli imputati.E' un sofisma quello presentato dalla difesa che la Corte ha accolto, come se la mancata notifica fosse da imputare all’azione giudiziaria. Non ci si fa belli con i sofismi che dimostrano come se si hanno i mezzi e le coperture opportune un gruppo di criminali la può fare franca.
Saggio sarebbe stato se la Corte di Assisi di Roma avesse aderito alla continuità del processo, al fine di mettere in evidenza prove e documentazioni del crimine e solo dopo l’eventuale condanna valutare il ricorso ad un arbitrato internazionale, per l’applicazione della pena.
