Il lavoro da casa è difficile da regolamentare e dovrà passare qualche tempo per capire come, ma vi sono già adesso dei diritti del lavoratore da tutelare. Anche il lavoratore ha alcuni vantaggi ma sono minori rispetto a quelli dell’imprenditore che risparmia in fitti, spese di pulizia, luce, riscaldamento,
spese di sorveglianza, eventuali mense, assicurazioni ed altre minori e ha il vantaggio di una crescita della produttività grazie anche al fatto che le ore lavorative si distribuiscono in un arco di 12 e talora in14 ore.E’ evidente che il lavoratore complessivamente subisce un maggior lavoro che comprende pure la trasformazioni di un angolo della casa in ufficio. Tutto questo deve essere compensato con una parte del guadagno-risparmio che l’imprenditore ottiene. Come? Due sono le strade: ridurre la settimana lavorativa a 4 giorni o un aumento salariale. Anche a casa il lavoratore ha una spesa per il pranzo: i buoni pasto devono essere conservati e garantiti a tutti quelli che lavorano da casa, come se lavorassero in ufficio perché la loro sospensione di fatto porta una diminuzione unilaterale della contribuzione tenendo conto che la loro classificazione in benefit è solo dovuta a ragioni fiscali.
Questi da noi illustrati sono sacrosanti diritti già in essere e che lo smart-working non può essere usato per eliminarli.
