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venerdì 30 luglio 2021

#politica #riformapenaleemagistrati --Rispettiamo i magistrati e la magistratura.

 In queste ultime settimane si sono letti su vari giornali e salotti TV una critica infondata contro Grattieri e De Roho ed altri magistrati impegnati nella lotta alle mafie per il loro fondato dissenso nei confronti di alcuni punti della riforma del processo penale.. La critica andava contro i loro interventi

in Tv o in radio perché si mettevano in mostra o peggio ancora li si accusava ingiustamente di essere giustizialisti.

Eppure questi magistrati impegnati in tutta Italia alla lotta alla mafia, rischiano ogni giorno la propria vita e quella dei propri cari, vivono in funzione della loro attività investigativa che ha permesso all’Italia di non essere ancora nelle mani della mafia.   Sembra di rileggere alcuni giornali degli anni 1988-1991 che iniziarono a calunniare Giovanni Falcone e fecero guerra al pool di Palermo messo su da Rocco Chinnici . Le calunnie nei loro confronti erano supportata da forze politiche, da servizi deviati, da esponenti governativi che portarono alla realizzazione dell’attentati di Capaci  e a quello di Paolo Borsellino e scorte uccisi.. Anche oggi queste critiche a Grattieri e  ad altri magistrati antimafia provengono da falsi liibertari o da partiti che hanno avuto infiltrazioni mafiose e cercano di alienare il sostegno politico e giuridico che è a loro necessario per operare.

La nuova riforma penale deve tenere conto della realtà criminale italiana e della disastrosa situazione carceraria . Occorre che la riforma  adegui, rispettando la dignità individuale, i tipi prevalenti  di azione criminale, così come vi è la necessità di ampliare gli uffici giudiziari e di informatizzarli ed evitare che  eccezioni sulle notifiche utilizzando lo strumento informatico, necessita specializzare gruppi di magistrati secondo il tipo di reato,aumentando il personale e occorre ampliare l’edilizia carceraria e il suo personale.

E’ stato lanciato un referendum sulla magistratura che puzza di incostituzionalità, similare alla situazione polacca, che toglie indipendenza dalle decisioni e alla organizzazione della magistratura. Di fatto del referendum si sono impadroniti Lega, Forza Italia, Fratelli d’italia, che di certo non sono espressioni di progresso democratico nel Paese ne di fedeltà ai principi costituzionali.

La Magistratura attuale è prevalentemente legata ai valori costituzionali democratici molto di più di quanto non fosse quella di cinquanta-sessanta anni fa.  La Magistratura è lo specchio di vizi e virtù che sono presenti in tutto lo Stato Italiano e fra le forze politiche e fra la popolazione.

Non si può depotenziarla. Il magistrato, come qualsiasi soggetto, può sbagliare ma non si può imporre un rimborso pecuniario a carico  del magistrato se non lo si chiede più neanche ai medici. Ci auguriamo che la riforma del processo penale snellisca i processi, non attraverso depenalizzazioni che le relazioni sociali non sopporterebbero, ma attraverso investimenti in personale, in informatizzazione, in edilizia carceraria.