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venerdì 9 aprile 2021

#Politica #dirittodicittadinanza - Cittadinanza a chi è nato o cresciuto in Italia

 Anche in questi giorni vediamo che, come spesso  sulle vaccinazioni, anche sulle concessioni di cittadinanza conta la “raccomandazione”. Illustri accademici e uomini politici chiedono la “cittadinanza” per un benestante cittadino egiziano, arrestato nel suo paese dove non vige molta democrazia e indipendenza della magistratura, e non si accorgono che circa un milione di minorenni,

di condizioni economiche disastrate, sono presenti in Italia senza quei diritti che gli salvaguardino come cittadini. Questa e la “cultura” che da moltissimi anni i ceti benestanti divulgano e che i ceti non benestanti apprendono per salire al livello di benestanti .

Occorre cambiare questa “cultura della raccomandazione” per riportare la “cultura dell’eguaglianza, fraternità e libertà” come nostra cultura nazionale. 

Così è irrimandabile una sistemazione della cittadinanza a chi è figlio di un migrante  che è diventato cittadino italiano. Si parla di ius soli, ius sanguinis, ius culture ecc...ma non si ricorda mai che esiste il diritto ad una vita civile completa di chi vuole vivere in Italia ed essere italiano accettando le leggi, il linguaggio e la cultura.

Eppure la Costituzione e la Carta dei Diritti fondamentali dell’uomo, non permettono che esistano leggi discriminatorie o disposizioni amministrative che impediscano o ritardino senza una ragione estrema, il diritto ad una eguaglianza di trattamento del “cittadino” intendendo con questa espressione, chi opera e lavora in Italia nel rispetto delle leggi e voglia concorrere con il suo lavoro alla crescita del paese.

In Italia abbiamo circa un milione di minorenni senza cittadinanza italiana iscritti nelle anagrafi comunali e circa 858000 alunni e alunne di passaporto straniero che crescono nelle scuole italiane. 

Per tutti questi  occorre ormai una sistemazione del loro status individuale e famigliare. Per chi ha i genitori già con cittadinanza italiana sia da subito, su richiesta,, procedere alla concessione della cittadinanza senza altro onere o elemento temporale.

Per chi non ha genitori con cittadinanza italiana, procedere, su richiesta, alla concessione della cittadinanza italiana alla famiglia e al singolo minorenne se da almeno tre anni residenti in Italia.

Questa doverosa regolazione non ha colore politico; è solo un saggio atto di ordine pubblico che un governo accorto compie, nell’interesse anche economico del paese. 

Ci aspettiamo che il Presidente del Consiglio abbia il coraggio di portare con decreto, in Parlamento come atto necessario di Governo, che modifica sburocratizzando ogni attuale regolamento in materia.