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venerdì 26 febbraio 2021

#politica #vittimemutui -- A dufesa mutuatari e affittuari.

 Se si vuole impedire che il mutuatario moroso o l'affittuario rimangono senza casa e finiscano per strada, bisogna cambiare la legislazione in materia, cambiamento che avrà anche il merito di regolare meglio l'economia di mercato.

Con il Covid e la conseguente crisi economica, come sempre, le vere categorie più colpite sono quelle dei lavoratori salariati, dei lavoratori in nero e dei piccoli imprenditori. Una delle conseguenze è quella di non avere i soldi per pagare affitti o continuare a pagare il mutuo.

L'attuale modo di gestire ingiustamente ed erroneamente l’economia è quello di dare al concessionario del mutuo (leggi banche) il diritto di togliere la casa al mutuatario facendoli perdere i soldi versati e poi rivenderla all'asta su un mercato dove prevalgono gruppi coordinati fra loro che controllano il mercato delle vendite per spartirsi il bottino. Conclusione guadagna la Banca, guadagnano gli immobiliaristi e finisce per strada il mutuatario senza lavoro.

Se vogliamo matematicamente regolare in periodi di crisi economica questo settore ed impedire un arricchimento facile per chi ha già tanti milioni, si può far correggere l’anomalia del mercato attraverso un intervento dello Stato che impedisca l’impoverimento della popolazione e al contempo mantenga, nelle leggi del mercato, i valori economici dei beni immobiliari.

Per i mutui in insolvenza lo Stato può subentrare all’acquirente moroso, se lo stesso lo richieda, nel pagamento del mutuo intestandolo a se stesso e facendo pagare al mutuatario moroso un affitto sociale (non ridicolo ma adeguato alla manutenzione) fino a quando lo stesso non sia in condizioni di riprendere il pagamento del mutuo conteggiando in detrazione anche l’affitto pagato, Così facendo si ridurrebbe da un lato la richiesta di case alle varie Ater presenti su tutta Italia e il conseguente esborso per nuove costruzioni, e si manterrà il capitale impiegato per i singoli acquisti con un costo limitato alle sole conseguenze del tasso di inflazione similare al costo interessi su BTP.

Per gli affitti e i conseguenti sfratti, la situazione si può sanare in maniera parzialmente similare.  Lo Stato subentra all’affittuario moroso pagandone l’affitto contrattuale che non potrà essere aumentato se non nella misura del tasso di svalutazione  per un periodo limitato di due anni. Recupererà lo Stato la somma attraverso un prelievo mensile sul reddito del nucleo famigliare moroso come questo risulterà normalizzato, spalmandolo su sei anni. Questa manovra a differenza di quella sui mutui costituisce un vero e proprio costo economico sociale  per lo Stato e inciderà nella voce di reddito di cittadinanza che dovrà prima o poi essere riformato se si vuole far crescere il lavoro e non i sussidi.