Sembra strano che in Italia il Partito Socialista abbia, da più di dieci anni, un numero di elettori e di votanti misero. Eppure la storia italiana del 19° e 20° secolo ha nel socialismo una tradizione gloriosa e di tutto rispetto. La crisi socialista si è maturata, nell’ opinione degli italiani con Craxi e il suo gruppo dirigente, che salvo poche eccezioni, non
è stato di certo un esempio di onestà e correttezza sia al governo, sia nella pubblica amministrazione. Per non parlare poi di chi, con il nome di Craxi, si è messo in politica affiancando, incredibile a dirsi, un antisocialista nato, come il cav. Berlusconi espressione della destra e utilizzatore dell’ultra destra.Oggi unico erede del Partito Socialista è l’on Nencini, un politico serio ed onesto che fa da solo quello che può, anche perché l’eredità socialista è passata al PD. Si badi, non al PD di Renzi ma al Pd di Veltroni, di Bersani, di Zingaretti, che hanno creato un gruppo dirigente preparato a livello nazionale. I tempi sono cambiati, la soluzione dei problemi sulla ripartizione del reddito nazionale, la composizione delle classi, la tecnologia produttiva, i consumi indotti attraverso tv, radio, internet sono diversi da quelli di venti/trenta anni fa, e richiedono una capacità di analisi a livelli sempre più elevati e la gestione di strumenti di comunicazione che è difficile per i partiti più poveri dotarsene. Questa è l’era, non solo in Italia, degli attori che diventano politici e dei partiti estremisti di destra che riecheggiano un passato rielaborato in favola, che trasforma la paura individuale in violenza verbale e materiale.
Ecco emergere dalla storia la figura di Nenni, un capo politico e uno statista capace di sentire il cambiamento dei tempi e entrare in essi, fra le pieghe delle contraddizioni dello sviluppo.
Oggi a Nencini spetta il compito gravoso di rilanciare il Partito Socialista affidando la politica socialista a chi la fa già. Anche questa volta però la scelta di salvare Renzi e il gruppetto dei suoi collaboratori da parte di Nencini, rivela che si è scelto la persona sbagliata. Renzi sempre di più si è dimostrato un uomo di centro, che voleva occupare il centro e la sinistra, ora il centro e l la destra democratica, cosa assurda non avendo ne i soldi, ne il controllo degli strumenti di diffusione radio televisivi del Cavaliere e ne il suo fiuto politico, oggi scomparso per l’età, che fanno del suo partito una succursale dei Fratelli d’Italia e della Lega.
Nencini ha una grande occasione: dar vita al “gruppo dei costruttori”, che è sempre stato e sempre sarà il ruolo di un socialista, sia laico, sia cattolico. E costituire il nucleo di un nuovo partito facendo rinascere il Partito Socialista.
