La situazione attuale negli Stati Uniti è paradossale. Un candidato ha una chiara vittoria in delegati e voto, l’altro ha cinque milioni di elettori in meno e un numero di delegati inferiore; le elezioni hanno avuto il crisma di legalità dalle commissioni elettorali, eppure il risultato viene messo in discussione dal
presidente uscente e da un numero elevato di esponenti del partito del perdente.Ma dove siamo in qualche paese del Sud America, o in Bielorussia ? No !, con il respingimento da parte della Corte Suprema ha trionfato negli Stati Uniti la democrazia elettorale che si basa sulla indipendenza e fedeltà delle Istituzioni alla Costituzione con il riconoscimento della libertà nel voto.
Si capiscono le menzogne di Trump sulla sua vittoria,, perché lo attendono vari processi per i quali non può darsi l’auto assoluzione. Ma un Partito, i Repubblicani, il partito di Lincon, che in parte appoggia la tesi di broglio elettorale sostenuta dal “mentitore”, ci dice che nel paese vi è uno scontro economico che vede contrapposti miliardari disposti a calpestare la democrazia per conservare il loro privilegi e il potere economico, come il trust delle Banche e le obsolete industrie estrattive e mentre altri miliardari del commercio o delle comunicazioni o dell’industria innovativa che sono per la conservazione delle caratteristiche democratiche del paese, fiore all’occhiello, che permette a loro di prosperare nell’ambito economico internazionale e di primeggiare nel commercio globale. Occorre ché si apra all’interno del Partito Repubblicano un confronto che riporti questo partito al rispetto costituzionale che tutti i partiti devono avere in una democrazia, se tale essa si voglia conservare, così come la leadership internazionale.
Altro che in USA va tutto bene! Spetta ora agli elettori della Georgia togliere la maggioranza al Senato dei Repubblicani; è una battaglia essenziale come la vittoria del democratico Biden
Gli US devono , dopo questa esperienza di un presidente “eversore” , legiferare sul periodo di transizione per evitare che quello che è accaduto non si ripeta più. Sarà invece, più difficile fare passare norme legislative che limitino le spese elettorali a livelli molto più bassi degli attuali, perché non si può affidare il risultato elettorale alla massa di dollari spesi per la propaganda.
Gli elettori americani hanno questa volta dimostrato con la grande partecipazione al voto, che esistono anche, profondi problemi socio economici che causano povertà, mancanza di assistenza sanitaria, costi scolastici assurdi, salari inadeguati che portano ad un razzismo che non riguarda solo il colore della pelle ma la capacità economica individuale.
E sulle istituzioni, la prima riforma deve riguardare le forze dell’ordine, superando vecchi schemi tradizionali e locali, unificandole su tutto il territorio con addestramento curato dallo stato centrale e con norme giuridiche che traccino i limiti nell’uso delle armi e diano responsabilità individuale agli agenti al pari di quelle di qualsiasi cittadino. Chi ha paura, vada a fare un altro mestiere.
Non crediamo che tutto possa essere risolto da questa nuova amministrazione, ma sarebbe più che valido che si cominci ad affrontare i problemi esposti con soluzioni iniziali. Solo con questo cammino una popolazione, spaccata elettoralmente, può ritrovare una unità.
