.In questi giorni la disperazione del ex presidente Trump riempie i giornali del mondo di notizie inverosimili causando gravi danni all’idea che l’America sia una democrazia. Già settimane fa, abbiamo indicato i limiti che che impediscono agli USA di essere una democrazia completata. Gli eventi di questi giorni che permettono ad un presidente uscente di compiere atti irresponsabili gravemente dannosi al Paese e capaci di sostituire apparati dello Stato con personaggi più fidati all’uscente, dimostrano che lo Stato e quindi il popolo americano che ha votato e scelto, non è tutelato.
L’atteggiamento di alcuni repubblicani che pur di conservare il controllo del Senato assecondano un presidente in atti sostanzialmente eversivi e ricattatori, dimostra la mancanza di una legislazione vincolante che difenda la sovranità di libere elezioni a cui hanno partecipato un numero di americani, oltre il 60%, che si è diviso su due posizioni contrastanti ma legittime. E le leggi, che mancano, devono garantire che la maggioranza veda rispettate le sue scelte. Il mondo intero sta cambiando e in Europa come nel mondo islamico, in India come in Cina e in Giappone, vi è una spaccatura più leggera o più profonda, fra chi ha paura dil cambiamento e chi vede più benessere per tutti nel cambiamento.In Italia abbiamo letto l’articolo più lontano dalla realtà americana sul giornale Domani a firma di un certo Mark Lilla che scrive come scriveva i suoi articoli sull’ America centrale il “famoso “ sig Di Battista. Invece l'articolo che rispecchia meglio la realtà americana sul Huffpost a firma di Nadia Urbinati, docente alla Columbia University e che dovrebbe essere soppesato attentamente da chi vuole conoscere la vera America.
