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lunedì 12 ottobre 2020

#politica #petroliolibico -- Che succede in Libia ?

Qualche giornale riportava le richieste di varie ambasciate europee per la riapertura o l’apertura di sedi di rappresentanza in Libia. Ma come mai questa corsa ? La motivazione sta nel fatto che la Libia presto diventerà un grande produttore e venditore di gas e petrolio nel Mediterraneo. 

Questo cambiamento, che ha anche conseguenze politiche ed economiche nel paese, è avvenuto per l’accordo firmato dalla agenzia petrolifera NOC con un consorzio di ditte americane per una decina di migliardi di dollari, necessari a modernizzare gli impianti estrattivi e le pipeline dei prodotti gas e petrolio estratti nei suoi territori puntando entro un paio di anni o forse meno, ai livelli di produzione raggiunti all’epoca di Gheddafi.   La Noc suddividerà gli introiti fra i vari produttori secondo la quantità del prodotto.   All’accordo hanno aderito le due parti contendenti e di fatto sono stati sospesi i combattimenti.  Politicamente si cercherà di giungere alla formazione di uno stato federale, prima con accordo di un governo tecnico unitario e con le dimissioni dei due attuali presidenti, poi eventuali elezioni.

E la Turchia ? La Turchia non rientra in questo accordo e la sua presenza locale non è gradita a nessuna delle due parti che hanno invece la possibilità di una grande spartizione dei proventi produttivi.   L’accordo ha avuto la benedizione silenziosa ma sostanziale degli USA e della Russia.

L’Italia come si posizionerà con il nuovo governo ? La nostra inutile e dannosa missione militare  che fine farà? Ci auguriamo che l’Italia sappia inserirsi in Libia con contratti di costruzioni stradali e civili ed organizzazione sanitaria oltre a forniture di mezzi tecnologici avanzati. I possibili nuovi concorrenti, come abbiamo visto con le richieste di ambasciate e legazioni, sono tanti.