Non dobbiamo farci distrarre sulle indagini incorso sui conti economici della Lega dal fumo acremente lamentoso che Salvini sta alzando sul processo Gregoretti, chiamando come correi Di Maio e Conte. Questo è un processo ad un ex ministro che ha abusato dei suoi poteri e ne risponde personalmente, anche se vi fossero altri responsabili per altre ragioni, ma non correi.
Non dimentichiamo che, per altri e più gravi reati, Salvini e la Lega sono indagati; vi è stata una sottrazione di fondi illecitamente percepiti per ben 49 milioni, in cui sono coinvolti commercialisti fidati che operano per la Lega, accusati di reati finanziari e che avevano una società in Lussemburgo che controllava sette società dislocate a Bergamo, con sede nello studio dei commercialisti e da cui sono partiti fondi per la Lega.
Materie di indagini degne di attenzione per la pericolosità con cui, in dispregio di ogni serietà politica, è stata organizzata e diretta la sottrazione dei 49 milioni che se unita al tentativo di tangentopoli tentato con la Russia e al senatore Armando Siri sotto indagine per reati di tangenti, mostrano come il partito della Lega di Salvini consideri gli slogan usati “italiani prima di tutto” o “difendo gli italiani” strumenti per turlupinare gli italiani su un problema di carattere internazionale come è la migrazione verso l’Europa.
Ma ancora una volta il politico nato nel bar di Via Bellerio si sbaglia e la sua bolla si sta sgonfiando definitivamente. No, non ci facciamo distrarre dal fumo del Processo Gregoretti!
