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venerdì 9 ottobre 2020

#politica #Comoleghista --Como, vergogna!

A Como c’era un giovane sacerdote che in silenzio aiutava materialmente e dando dignità, gli “invisibili” di cui sindaco e comune vedevano ma per i quali l’unica soluzione per loro era cacciarli via o rinchiuderli in carcere. Un comune in mano alla Lega, il partito di Salvini che invece di trasformare questi migranti e povera gente in cittadini

aiutandoli, inaspriva pene e isolamento, causando il fenomeno di fare di loro dei nemici dello stato, gettarli in mano alla delinquenza per vivere, non curarli, soccorrendo con cure sanitarie, chi dopo tante tribolazioni può perdere la ragione. Si un sindaco e una giunta comunale che hanno concorso con il loro mancato adempimento amministrativo, a lasciare una persona turbata mentalmente ad arrivare ad uccidere nella nebbia della follia.

Oggi questi irresponsabili rappresentanti della città, hanno negato al sacerdote ucciso, il riconoscimento onorifico ad un cittadino che donava se stesso per aiutare gli abbandonati dalla città. Un sacerdote a cui in rappresentanza di tutti gli italiani, il Presidente della Repubblica conferiva ieri una medaglia d’oro al valore civile.

Ora non ci meraviglia, anche se ci indigna, l’atteggiamento di questi rappresentanti eletti dalla città, ma ci stupisce il silenzio del vescovo di Como e della curia.   Forse per la nostra scarsità di contatti ci sono sfuggite eventuali dichiarazioni del vescovo di elogio a questo semplice e magrissimo sacerdote, don Roberto Malgesini che ha fatto della sua vita e del sacramento della ordinazione sacerdotale un esempio evangelico di carità e amore del prossimo. Comunque queste dichiarazioni vescovili se ci sono state, non devono essere state particolarmente forti, perché la stampa non le ha riportate con evidenza per un loro contrasto fra il giudizio del comune e quello che un pastore, come un vescovo, difende i suoi consacrati.

Ormai sembra di moda, in particolare in molti ambienti sociali e ecclesiali, dire di essere cattolici, ma operare non da Cristiani, cioè seguaci di Cristo, ma come Caifa, o i farisei e gli scribi.