Il giornale che grazie a Lei e è nato, fin dai primi numeri si dimostra un giornale: pulito,. perché non legato ad una proprietà che lo utilizza per sostenere attività industriali o commerciali diverse dall'editoria; e in questo segue le tracce di pochissimi altri giornali. Ma è anche un giornale che dichiaratamente sta dalla parte di chi non ha voce, cioè del popolo italiano con i problemi di tutti i giorni da risolvere: lavoro, sanità, ambiente, scuola ecc.., non trattati come armi di propaganda politica ma come elementi da analizzare nella loro realtà al fine di avere una proposta concreta realizzabile, per migliorarli. Insomma un giornale sociale o meglio socialista, che rappresenta non solo la classe dei lavoratori ma anche quella parte progressista industriale che ha capito la necessità di una equa ripartizione del reddito prodotto sia sui salari ma anche su sviluppo occupazione attraverso nuove tecnologie ed ambiente.
Un percorso giornalistico che ha bisogno di un grande coraggio da parte dell'editore e dei giornalisti che vi collaborano. Il titolo stesso “Domani” ricorda a chi ha militato per anni nella sinistra il simbolo del progresso “il sole dell’avvenir”, un domani nuovo di giustizia e libertà. Il titolo "Domani" ,non indica un sofisma sul tempo, ma una speranza nel presente per creare un futuro nuovo per i giovani e per chi ha combattuto e se ne va.
Ci auguriamo che accanto a l giornale possano sorgere altri media, magari finanziati dagli stessi lavoratori che possono creare una “cultura nuova” capace di riempire il vuoto morale e sociale che l’inizio di questo secolo sembra avere sparso, La storia ci indica che comunismo, anarchia, revancismo, fascismo e similari sono morti per sempre. Ma resta e ha preso anche la società americana, una richiesta di uguaglianza, il rispetto dei diritti e dei doveri individuali e collettivi, una nuova divisione del reddito nazionale, una crescita e un diverso modo di organizzare il lavoro con la partecipazione dei lavoratori e con uno stato parlamentare che sia arbitro equo dell’economia. E di conseguenza operare perché la trasformazioni climatiche siano controllate. . E’ la visione di un mondo socialista che non ripercorra gli errori del passato ma prenda forza dai successi che è riuscito a conseguire nei due secoli passati. Questa è la speranza di creare una cultura che ci porti ad un “domani” equo socialmente ed economicamente e ambientalmente. Suggeriamo di riportare giornalmente, non solo corrispondenze dall’estero, ma link a giornali locali di tutto il mondo per avere una diretta visione dei problemi, proposte, tensioni ecc che travagliano tutti i paesi. . Un “domani nuovo” non può esistere se non si guarda nella realtà internazionale, cogliendone errori e successi, i primi da evitare i secondi da copiare adattandoli al proprio paese. Di nuovo grazie, ing. De Benedetti di questa nuova battaglia che ha intrapreso.
