Siamo arrivati al momento che la crisi ambientale provocata dall’uomo ha scatenato un cambiamento climatico nella natura di cui non si conosce il meccanismo, ne si conosce la portata e il tempo della sua durata. Questo fa cambiare la visione degli ambientalisti non ideologici ma scientifici, che purtroppo sono pochi. Una crisi che rende superati i vecchi modelli predittivi
sulle variazioni climatiche, essendo solo ora incominciato il cambiamento e nessuno sa o può prevedere la variabilità del cambiamento da zona a zona, da continente a continente. Cosi oggi una seria la politica ambientale deve risolvere due problemi contemporaneamente: ridurre l’inquinamento prodotto dall’uomo senza fermare la produzione di beni e servizi espressioni della civiltà raggiunta; ma deve primariamente e rapidamente difendersi dalle concause prodotte dalla variazioni climatiche che la natura sta generando.Si, in primo luogo si deve pensare a come adattarsi alle variazioni climatiche naturali innestate. Non basta solo pensare alla costruzione di argini per le piogge intense, ma occorre pensare a come incanalare queste acque in bacini per utilizzarle nei periodi di secca. Non basta pensare a case biologiche, ma occorre prima pensare a case che possano resistere ad uragani e trombe d’aria, a reti di trasmissione dati o elettriche basate sulla capacità di sussidiarietà attraverso produzioni individuali o di gruppo con fonti green, a città con abitazioni che si disperdono in superficie e reti di canali che convoglino l’eccesso delle piogge dalle strade e sottovie. Occorre una distribuzione delle industrie, degli allevamenti intensivi su territori diversi e con filiere produttive tali da impedire blocchi produttivi. Un agricoltura dispersa sul territorio, ma con possibilità di coperture diverse dalle attuali. Infine una rete di trasporti su strada, su ferro, su navi, su aerei molto estesa che inondazioni o crolli non permettano interruzioni attraverso una rapida intercambiabilità. Tutto questi interventi richiedono normalmente lunghi spazi di tempo, che non abbiamo a disposizione; occorre allora che le scelte primarie siano rapide e precise e che i lavori siano accelerati al massimo. Uno sbaglio sugli obbiettivi primari o sui tempi di realizzazione potrebbe essere pagato caramente.
