Un paese Nato che vuole imporre militarmente un suo dominio sul Mare Mediterraneo in contrasto con altri paesi della Nato e li minaccia con navi da guerra non era accaduto mai. Ma era prevedibile che la Turchia di Erdogan sarebbe arrivata a questo punto. Tutte le infrazioni al patto che da alcuni anni
Erdogan compie, giocando con il comprensibile aiuto della Russia che vede l’utilità di avere un membro Nato che sconvolge il patto, contraccambiando con il permesso di occupare territori siriani, uccidere i curdi che hanno combattuto contro l’ISIS, proteggere i capi Isis e le loro donne che hanno nei campi profughi imposto il loro controllo. Le mosse di Erdogan sono andate anche contro agli interessi russi in Libia ma Putin lo ha fermato a Tripoli.
Ma non basta, ecco l’occupazione,con mezzi militari, dei giacimenti marittimi in zona di mare di competenza della Grecia con scontri anche navali, e l’operazione iniziata di controllo dei cittadini tedeschi di etnia turca attraverso l’organizzazione dei Lupi grigi guidati dai servizi turchi.
E la NATO che fa ? Nulla, bloccata dalla folle politica internazionale di Trump. Una organizzazione seria di difesa avrebbe già cominciato a diminuire la presenza operativa del centro Nato in Turchia, ridotto e annacquate le informazioni dei servizi, iniziato a riposizionare le sue forze e mandato formali richiami alla Turchia con implicita minaccia di una uscita dall’alleanza. Ma si sa, che chi comanda in USA scambia nemici come amici se gli possono essere utili per portare caos economici agli amici al fine di poterli dominare come colonie economiche. Un ragionamento indegno che si ritorce sugli USA.
Ecco la necessità di una maggiore unità militare autonoma dei paesi europei e un loro potenziamento informatico e satellitare, vera forza operativa unitaria di difesa.
Oggi spetta allora all’Europa fermare la Turchia, in crisi economica anche per la crescita delle spese militari in Libia, Siria, e Mediterraneo e con una impopolarità di Erdogan nel suo stesso partito e nella classe media. Erdogan non può più essere supportato dall’Europa e dalla Nato. Le vie diplomatiche internazionali sono tante senza ricorrere a scontri militari, ed è ora di percorrerle senza dare vie di uscita ad Erdogan.
