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venerdì 7 agosto 2020

#politica #confindustrianordista --Una @Confindustria cieca.

 L'attuale Confindustria ricalca vecchi modelli economici che nel passato hanno causato grandi crisi economiche in cui i pochi si sono arricchiti sulle spalle di tutti i cittadini.   L’attuale Confindustria (nordista) continua a richiedere cose superate con lo sviluppo dell’economia. Pensa che se si ricorre alla pratica dei licenziamenti indiscriminati, dei sussidi

alle imprese, e a far fare alle imprese quello che vogliono, secondo i loro interessi, si risolvono i loro problemi.    Ma non è così, anzi se si lascia fare politica agli imprenditori si va solo verso nuove crisi economiche. Basta ricordare gli anni in cui in Italia ha dominato una Confindustria saccente e amorale e i disastri per l’economia nazionale che ha causato.

    Molti imprenditori e uomini della Confindustria nordista vanno a vedere le partite di calcio, ora magari solo in TV. Le due squadre si confrontano sotto la regia di un arbitro che fa rispettare le regole del gioco e sotto la direzione di due allenatori che dirigono il gioco delle squadre comandando sui i loro giocatori.

    Nel “mercato libero” il gioco fra imprese, lavoratori, e consumatori deve avere un arbitro che faccia rispettare le regole del “gioco del mercato” a tutti e deve essere un allenatore,lo Stato, che strategicamente guidi i singoli giocatori per un risultato che faccia crescere l’economia di tutto il Paese con una giustificata ridistribuzione del reddito, con una crescita sociale che restringa sempre di più il numero dei senza lavoro e della povertà. Solo così le oscillazioni economiche diventano non allarmanti e il “gioco del mercato” una gara utile.

    Ma queste cose sembrano non interessare questa Confindustria nordista e cieca, incapace di difendere anche le imprese del centro italia e del sud. Si occorre far nascere una Confindustria degli imprenditori del resto d’Italia per rivendicare uno sviluppo di nuovi poli industriali, agricoli e di allevamenti dislocati nel centro e sud  del Paese per non avere nuove crisi economiche.