Quando si parla di Sgarbi o si domanda alla gente semplice che pensa di Sgarbi, si rammentano subito del suo vociare in tv e del suo aggredire chi lo contrasta e della sua normale maleducazione oltre che della sua mole corposa.
Delle sue auto-decantate opere, libri di critica o mostre organizzate, nessuno le cita, neanche quei cittadini che hanno voluto eleggerlo in qualche amministrazione locale per sfruttare la sua notorietà di spettacolo, realizzata in TV.
Al più si ricordano di qualche sua volgare battuta sulle “femmine” ,concorrente a quelle di Berlusconi o di Feltri. Ma si sa che Berlusconi lo ha aiutato ad emergere in molti campi.
Crede che autoesaltando le sue supposte doti di critico e di intellettuale, possa indurre chi lo ascolta o lo legge a convincersi che LUI è proprio bravo.
Ma il giudizio di lode che diamo a noi stessi non rappresenta che una nostra maniacale forma di egocentrismo, di una mente spesso non sana o non certo oggettivamente critica.
I suoi scritti, purtroppo, valgono quanto le molteplici “Storie dell’Arte” in uso scolastico e fra queste non sono le migliori.
Intesa in senso ampio, la critica dell’arte ha in questi ultimi trentanni, sfornato personalità geniali come Philippe Daverio, o Piero Angela o Alberto Angela che ci hanno illuminato sull’evoluzione dell’arte nel mondo e nella storia. E l’elenco sarebbe ancora più lungo se avessimo spazio per citarli tutti
La fama di critico d’arte non è qualcosa che uno si “appiccica” sulla camicia, ma è il riconoscimento per un pensiero innovatore rispettoso delle varie epoche con i loro problemi e con lo sviluppo della società.
La storia del autoproclamato “critico d’arte” Sgarbi, è solo quella di un violenza costante sulla interpretazione artistica e sul clamore di chi strilla più forte e insulta tutti coloro che lo criticano.
Non passerà alla storia anche se raccomandato dal suo potente amico , se non come uno dei tanti autori minori.
Li consigliamo visto l’aumentare del suo peso con il crescere degli anni, di stare attento al mangiare, in particolare i cibi piccanti messicani, che possono portare a menomazioni mentali e sbalzi d’umore.
