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domenica 5 luglio 2020

#politica #partiti -I @Cinquestelle hanno bisogno di @Grillo segretario

     Sembra che Di Maio, ci metta tutta la sua insipienza politica a distruggere il Movimento CinqueStelle, e ogni volta che propone una linea politica o si impunti contro le scelte del Presidente del Consiglio Conte, si abbassa l’asticella dei votanti possibili al movimento.
     Un dialettico anche capace non sempre ha una capacità politica, che è una dote culturale e un dono naturale. Espulsioni contro chi, giustamente, non versa soldi inutili a un Casaleggio, ben diverso dal padre, sia politicamente sia industrialmente; impuntature su slogan privi di realtà per il Paese; un rimpianto personale al  ex compare Salvini e alle sue continue trasgressioni delle leggi imperanti, fanno di Di Maio il vero distruttore e sabotatore del Movimento.
     Eppure il tempo ha dimostrato che non solo Crimi ma anche moltissimi giovani eletti dei cinquestelle hanno capacità politiche superiori a Di Maio e che i loro interventi e la loro azione politica in sede parlamentare come governativa, possono permettere al loro partito di raggiungere una quota stabile di elettori anche oltre il 18%.
     Noi ci rivolgiamo a Grillo, il fondatore del Movimento con lo scomparso Casaleggio, entrambi con un grande cervello politico anche se basato sulla irrealtà distruttiva anarchica, che sempre continuiamo a condannare. Oggi Grillo ha visto che le posizioni anarchiche sullo Stato sono solo un modo di distruggere le cose positive presenti nel governo democratico di un paese. 
     Un suo ritorno alla guida del movimento permetterebbe da un lato a mettere fuori campo il gruppetto estremista di natura fascista, dall’altro a sorreggere i rilanciare i giovani con capacità politiche e governative costruttive, più vicine ai bisogni reali del Paese. 
     Prima che l’incapacità politica di Di Maio faccia fuori uscire la maggior parte dei parlamentari, il ritorno di Grillo potrà portare ad equilibrare la strategia del Movimento guidandolo sulla strada di una trasformazione in un partito progressista innovatore originale, accanto alla salda roccia dell’elettorato del Partito Democratico. Uniti, ma diversi i progressisti italiani posso raggiungere e superare l’alleanza dei partiti di destra, che è priva di una capacità di governare il Paese in maniera equilibrata interna e internazionale.