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giovedì 2 luglio 2020

#politica #energia - Risposte su bollette Luce e Gas.

    Alcuni collaboratori e conoscenti  hanno chiesto spiegazioni sul nostro precedente precedente post in materia. Diamo due risposte a due quesiti. Purtroppo manca la capacità divulgativa di Grillo che anni fa portò sui media il problema reale delle bollette gonfiate della Sip di allora e che pagò il suo spot con l’esclusione dalla RaiTV.
  Prima domanda: Quanto pagano il gas e l’elettricità le SOCIETA’ di VENDITA che poi le rivendono ai consumatori finali ?
     Supponendo che vendano a 10 E un quantitativo di gas o di kw,di vuol dire che lo pagano fra i tre e i quattro euro, ecco perché sono tante le Società di Vendita che si affacciano sul mercato.      E se ormai non è più possibile come un tempo ricostruire i bilanci, da alcuni di essi si nota un aumento elevato di utili che sono conseguibili con una alta differenza fra costo acquisto e prezzo del venduto. Questo ci fa ritenere, unito ad altro elemento che sotto trattiamo, che esse  pagano il vero costo del trasporto e della gestione dei contatori, dato che comprano gas e luce in un mercato di monopolio. Deve essere pubblico il prezzo a cui le società di trasporto e distribuzione pagano il gas e l’elettricità anche per impedire prezzi di favore alle società di vendita dei gruppi societari che gestiscono  anche la distribuzione e trasporto rispetto alle altre società di vendita. 
         Alla luce dell’attuale situazione del mercato della luce e del gas, dove molto è nascosto ai clienti finali e al Parlamento e all’ AGCM non risultano attendibili le dichiarazioni e le analisi della istituzione ARERA. Il Parlamento faccia un utile commissione di indagine sul settore energia anche per le future necessità e prezzi per il mercato delle auto ibride. Alla AGCM il compito di un analisi dei due tipi(forse anche tre tipi) dei prezzi formati dai monopolisti e su quelli dei consumatori rendendo trasparente il mercato.  

             Seconda domanda: Sono verificabili le spese per il trasporto e la gestione contatori ?
No non sono verificabili. Non è noto come queste spese sono determinate e in base a quali calcoli. Perché la istituzionale ARERA non ha mai pubblicato e forse non ha mai indagato, in base a quali costi e a quale calcolo le aziende di trasporto e di distribuzione chiedono il pagamento delle “spese di trasporto e gestione contatori” ?
     Una prima incongruenza di questa voce è la sua caratteristica percentuale. Nel vero mercato del trasporto il prezzo è fissato in base al volume e alla distanza, e tende ad abbassare quanto più è estesa la rete del trasportatore . E in questo mercato, la rete è mobile.
     Nel mercato del gas e dell’elettricità, la rete è fissa e in ogni caso ha apparati necessari che la tengono in funzione sia se utilizzata sia non. Quindi questa rete fissa entra a far parte del capitale aziendale e la dovremmo trovare elencata fra le Attività. Anche i contatori che sono obbligatori misuratori dei consumi dei clienti finali, vengono a far parte della voce di bilancio rete fissa. 
     Ecco perché ai consumatori finali si può addebitare solo le spese di manutenzione della rete di distribuzione e dei contatori. Queste “Spese di trasporto e gestione dei contatori” devono essere indicate in quota fissa essendo spese di “manutenzione” e devono essere verificabili sia da AGCM sia dai singoli consumatori. L’attuale modo di fissazione percentuale e senza possibilità di verifica lo consideriamo illecito e denunciabile alla Magistratura, oltre che alle forze politiche e al Governo.
     Inoltre, poiché le “spese di trasporto e gestione contatori” sono riscosse direttamente dai trasportatori e distributori, e e non dalle società di vendita al consumatore, si legittima il sospetto che queste “spese” non sono state pagate dalle società di vendita o più probabilmente esse sono state pagate per un importo minore dalle società di vendita e vengono ripetute per il consumatore finale che con esse alla pari di un azionista, ma senza gli utili dell’azionista, vanno a finire nel capitale delle società di trasporto e distribuzione per ampliare la rete. Infatti in alcuni bilanci di queste aziende si ha un impiego degli utili per riacquistare azioni o obbligazioni sociali sul mercato.
      Per concludere poniamo a nostra volta una domanda “ Come mai che le organizzazioni dei consumatori, ARERA , Partiti e Governi e tanti altri non si sono accorti delle voci anomale di spesa sulle bollette della luce e del gas ?”.

                            LE ALTRE RISPOSTE E SPIEGAZIONI  LE DAREMO SU POST SUCCESSIVI..