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domenica 24 maggio 2020

#politica #mondo @ Libia, @Turchia e @altri.

     Nel conflitto libico, le vittorie delle milizie di Al Serraj, non sono dovute ai tanti combattenti turco-siriani (turcomanni) e a agli armamenti sbarcati, ma da una precisione nel colpire l’esercito di Haftar che è possibile solo attraverso un sistema satellitare di alta qualità.
     Una precisione millimetrica che ricorda gli attacchi contro gli iraniani in Siria e in medio oriente, dove missili e droni colpiscono con una precisione al centimetro.
     Non a caso la Russia ha mandato velivoli suoi in aeroporti di Haftar,  Un monito a chi sta guidando droni e missili di Al Serraj che significa che non permetterà ulteriori aiuti satellitari senza entrare lei stessa nel conflitto come è avvenuto in Siria nei confronti della Turchia.
     Ricordiamo che Erdogan, ormai in totale declino politico nel suo paese, abbandonato anche da molti imprenditori e notabili del suo partito, oggi ha necessità di un successo militare economico per coprire i tanti colpiti dal covid nel nord e nel sud della Turchia, la rivolta dei sindaci contro le mancate misure prese dal Governo, l’inflazione che colpisce le fasce più deboli e restringe i consumi e il lavoro. E’ quindi disposto a patteggiare anche con il più odiato nemico, a soprassedere agli ultimati lanciati su Gerusalemme, facendo finta di non vedere e sapere, tradendo il mondo islamico.
     Fantasticherie? Staremo a vedere sul campo quel che succederà; le guerre oggi si vincono non con i carrarmati e le artigliere, ma con missili e droni guidati da sistemi satellitari perfetti, cosa che non ha capito ancora la Nato diretta da Trump.
     Di certo la Libia è un ottimo punto per rendere sempre più instabile il bacino mediterraneo ed è anche un grosso produttore di petrolio e gas che interessa chi nei propri territori non ne ha.
    Tunisia, Algeria, Marocco, Giordania e Libano anche se procedono ognuno per fatti suoi, non possono non capire che la presenza Turca e di altro alleato, non aiuta il mondo islamico che ha necessità di una grande alleanza che ne permetta la costituzione di un grande e florido mercato unico.