Una delle cose peggiori successe in Lombardia è la gestione del Pio Trivulzio, dove la gestione pubblica, non ha ampliato il proprio personale per le crescenti necessità dei mille e cinquecento ricoverati, ma si è lanciata in una serie di subappalti affidati ai privati che sono occasione di possibili politiche clientelari di una amministrazione.
Alla luce di questi fatti e di altre piccole e grandi clientele comunali o regionali, normalmente presenti nell’ attività di molte amministrazioni, il discorso su una deregulation generalizzata suonano come un invito ad indebiti arricchimenti o alla possibile estensione di inserimento di imprese gestite da mafia nel conseguimento degli aiuti statali.
La deregulation deve accentrare in un solo organismo il controllo e il rilascio di documenti, accollando a carico delle amministrazioni il compito di colloquiare fra loro per le necessarie verifiche di regolarità degli atti, in maniera che il cittadino o l’imprenditore si debba rivolgere per le autorizzazioni ad un solo ente amministrativo, che attraverso un unico cervello elettronico ha i dati necessari per dare o non dare il proprio benestare.
Questo sistema semplifica e riduce i tempi ma fa scendere i livelli di clientelismo elettorale e di tangenti altrimenti non controllabili e abbassano tempi e costi delle amministrazioni.
Ogni altro tipo di deregulation che veda una mancanza di controlli prima della distribuzione di risorse finanziare o di permessi per l’operare dell’ imprese, sarebbe un danno agli imprenditori in regola con le leggi e un regalo alle imprese frodatrici.
IL PENSIERO POLITICO CHE NON TIENE CONTO DELLA ESPERIENZA STORICA E' SEMPRE FALLIMENTARE. Per una civile comunicazione i commenti sono graditi se riportati su sito o blog del commentatore per permettere ponderazione del commento.
