Dopo
le considerazioni su Italiana doc o non doc, la vera Lega DOP si
rivela gustandola nelle considerazioni espresse dai suoi consiglieri
comunali, regionali e sindaci ma anche parlamentari.
Così
è un susseguirsi di uscite in libertà delle loro frustrazioni
interiori, causate non dal presente, ma dal passato di sottomissione,
che cercano di rifarsi con la favola di Alberto da Giussano.
La
storia non è una favola,ma una realtà spesso tragica che ci porta
ad una consapevolezza dell’umano dolore causato dalla incapacità
di comprendere le ragioni degli altri.
Così
dalle favole esce fuori il concetto della razza ariana e di un mondo
che ha visto la supremazia del bianco in Europa e in Italia come
conquistatore e dominatore. Ma se vai a vedere nel passato scopri che
alcuni imperatori romani e i reggitori delle provincie dell’impero
non erano di razza bianca e che la repubblica e l’impero si sono
retti grazie alla capacità di integrazione di vari popoli e razze
nella società, a tutti i livelli. Come parimenti la presenza storica
del popolo israelitico in Europa è stata portatrice di una grande
cultura e di una capacità economica di cui anche la Lombardia ne
ha beneficiato.
Come
si può adesso nel XXI° secolo parlare di razze, quando i cromosomi
di tutti i popoli europei sono incrociati con tutti i popoli che
hanno dominato anche per breve tempo in Europa ?
Questa
mancanza di consapevolezza in un partito, la Lega, ne dimostra la sua
incapacità di saper governare, nazionalmente e localmente. Le favole
salviniane sono e rimangono favole a cui i meno preparati e gli
esasperati e gli squilibrati possono credere per un futuro
inverosimile, come si è creduto alle favole di Grillo e soci.
No,
le favole sono e rimangono favole, piacciano o non piacciano, la
realtà è un’altra cosa e la si conquista e si migliora giorno per
giorno, accettando la gioia, piccola o grande che ci porta, e
resistendo al dolore delle sconfitte, per continuare ad operare per
costruire un futuro migliore.
