Lula, il leader del Partito dei Lavoratori (PT) brasiliano, e stato in Italia in visita non ufficiale, per evidenti ragioni diplomatiche, in Vaticano. Il Papa Francesco che conosce bene l’america latina, alla fine del colloquio gli ha impartito una forma di benedizione particolare, poggiandoli la mano sul capo. E Lula giustamente l’ha pubblicata prima di ritornare nel suo paese, in Brasile dove non sarebbe inaspettato che venga ucciso, visto il regime ormai squadrista che sembra prevalere.
La storia di Lula, presidente del Brasile, è nota, accusato e condannato in prima istanza e incarcerato per supposta corruzione. Così come è noto che una parte della sinistra intellettuale italiana lo abbia abbandonato senza spulciare le carte processuali.
Un giornalista americano, che vive in Brasile, indagando, ha avuto la possibilità di trovare intercettazioni su i colloqui dei procuratori e dei giudici che avevano costruito le accuse, colloqui che dimostrano la costruzione di un complotto per impedire a Lula di presentarsi alle elezioni presidenziali aprendo la strada alla elezione di Bolsonaro e alla salita del giudice Moro, l’inquisitore e giudice di Lula, eletto a ministro come ringraziamento da Bolsonaro.
Le prove portate dal giornalista americano sono state verificate anche da altri giornalisti americani e brasiliani e trovate veraci tanto da considerare il giudice Moro un giudice di parte e le accuse prive di fondamento.
Altre indagini giornalistiche hanno portato alla luce incompatibilità e in alcuni casi illegalità, nelle attività economiche di famigliari sia di Moro che della cerchia di Bolsonaro.
Come andranno a finire le prossime elezioni brasiliane è difficile dirlo anche se la borghesia e l’imprenditorialità più avanzata stanno avendo contrasti sempre crescenti con l’attuale governo, ma crescono anche forme di revanscismo golpista da parte di gruppi militari e delle forze speciali.
Tutto questo riguarda il popolo brasiliano, noi possiamo solo dare testimonianza della situazione.
Purtroppo in Italia il ritorno di alcuni giornali nella proprietà di Elkan sta dando risultati. Così una giornalista in stile Maria Antonietta si è espressa in una lezione di bon ton religioso indirizzata a Lula ma poi è caduta nel peccato della maldicenza quando ha ricordato con disprezzo solo la sua condanna e carcerazione e non ha riportato onestamente come quella carcerazione da un giudice è stata considerata non dovuta prima della seconda istanza, ne ha citato i brogli provati dei giudici di Lava Jato (Auto pulizia).
Auguriamo al ex presidente Lula e al suo partito (PT) di poter concorrere a riportare il Brasile di nuovo nella crescita economica e nella lotta per ridurre la povertà, anche con il sostegno di una borghesia aperta al progresso.
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