Il
Coronavirus ha dimostrato che la paura irrazionale coinvolge le
generazioni intermedie degli italiani. Non
bastava la paura del sale, del caffè, del vino e le paure di
ingrassare, la paura delle allergie, la paura della presenza dei
migranti,
la paura dei ladri, la paura nei confronti dei diversi e la
paura delle vaccinazioni, la paura della tav e similari; a queste si
è aggiunta la paura del nuovo virus.
E
la paura che è una reazione normale, diventa una reazione
irrazionale se si scappa, se ci si nasconde dietro una mascherina. La
paura diventa non l' arma che la natura ci da per reagire, ma una
condanna a non vivere o vivere male o cedere alla sua minaccia.
Chi
scappa è come coloro che si chiudono in un castello pensando che le
mura e i cancelli lo salvino, ma non è così: i castellani prima o
poi cadono in mano agli assalitori.
Quando
si ha paura bisogna reagire razionalmente: fermarsi e esaminare la
situazione e trovare una immediata risposta alla minaccia che ci
riguarda.
La
reazione sarà diversa secondo la situazione, da quella di una
aggressione in cui la nostra reazione può trovare il modo di fermare
l’aggressore, a quella della prevenzione della propria salute
accettando le soluzioni che la "scienza attuale" ci suggerisce.
Oggi
le indicazioni che gli immunologi sembrano troppo semplici, ma la
semplicità è anche un elemento positivo perché sono le precauzioni
di sempre, che ognuno di noi dovrebbe adottare tutti i giorni. Come
per il mangiare, o il bere o fare sport: vale sempre il principio che
il troppo storpia e che dobbiamo imparare a sentire quello che il
nostro corpo ha bisogno, ma questo vuol dire sperimentare tutti i
cibi, o i vari sport ecc.
L’unica cosa da non fare è quella, per
paura, di non fare nulla e scappare da cosa ci spaventa sperando di
salvarsi.
