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venerdì 7 febbraio 2020

#partiti #politica La crisi di @M5S occasione per rifondarsi


Si Di Maio non è stato un capo capace anche perché privo di esperienza, di una visione progettuale politica che tenesse conto della realtà del Paese. Fare comizi è una cosa, sedersi ad un tavolo di governo e fare lo statista è un’altra cosa.

      Ma la colpa è anche di Grillo che non ha avuto il coraggio di affiancarlo e intervenire nella fase del governo giallo-verde, proprio lui, un anarchico che ha permesso a Salvini di spadroneggiare.
     Per fortuna che il Presidente del Consiglio, Conte, anche lui non esperto di politica dopo uno sbarellamento iniziale, ha saputo esercitare un suo ruolo da vero Presidente che ha permesso di limitare alcune delle richieste assurde sostenute da Di Maio.
      Che resta del Movimento Cinquestelle ? Restano innanzitutto alcune richieste sociali che mal poste dal Movimento, debitamente adattate al reale lo classificano come una espressione della sinistra italiana. Non sono certo i Parenzo e i Di Battista elementi di sinistra, sono solo estremisti oscillanti fra forme degne del fascismo peggiore e distruttivo.
     Oggi l’alleanza con un PD che ragiona e sa governare e un Conte che sa reggere bene il suo ruolo,  è un momento favorevole per M5S di rifondarsi, non perdendo l’impulso sociale ma irrobustendosi in strutture di un partito green che ha la possibilità di consolidarsi in un 12-15% di elettori.
     Se avrà mai come suo leader Conte, potrebbe essere in partito di centro aperto al nuovo e al sociale, che in Italia manca da moltissimi anni e che il Berlusca non ha mai rappresentato anche per i suoi strani e opportunistici legami.