Ma in Paragone non vi è mai stato l’anelito sociale e politico nei confronti delle masse dei diseredati ma solo uno scoppio di rabbia interna provocato da conflitti personali, quali l’insuccesso della sua carriera giornalistica per l’incapacità di tenere conto della realtà sociale ed economica di un paese, che ha imparato, dopo un falso boom economico, a sopravvivere e anche a risparmiare.
Di Di Battista, dopo i suoi reportage dall’America Latina, abbiamo capito la mancanza di equilibrio per una pregiudiziale visione assurda del mondo e della sua incapacità a cogliere il grido delle violenze continue subite di quei popoli, dalla avidità e codardia di chi li ha governati e li ha oppressi e gli opprime. Anche lui ha in se una rabbia di chi si sente di aver fallito come giornalista e politico e quindi come Paragone diventa aggressivo.
Un consiglio ad entrambi: siete adatti a formare il partito dei fasci che sfasciano tutto perché non sanno costruire nulla con la pazienza che i veri e onesti rivoluzionari, di qualunque ideologia, hanno sempre avuto.
Si siete una bella ed inutile accoppiata che nulla ha a che fare con il vero Movimento Cinquestelle e con le sue idee utopistiche.
