In
Libia sono arrivati i turco siriani (ex fiancheggiatori dell’Isis),
alcuni ex esperti dell’esercito dell’Isis e tante armi che
l’”alleato Nato Turchia” ha mandato affiancando il cargo con
due navi militari. L’impunita
arroganza della Turchia è possibile grazie ai ritardi della UE a
schierare l’operazione Sofia,
alla debolezza Nato nel tenere la
Turchia doppio giochista, nell’alleanza, e infine da parte dell’ONU
nel continuare a riconoscere come governo legittimo della Libia, il
governo di Al Sarraj che non controlla un piccolo territorio intorno
a Tripoli e che si è reso colpevole di aver fatto un alleanza
militare con la Turchia assicurandole in cambio il controllo degli
oleodotti e dei gasdotti e dei giacimenti marittimi ad ovest di
Tripoli.
Nel
momento che arrivano i rinforzi turchi, il governo che la missione
italiana sostiene, ha avuto il tempo di far partire un migliaio di
migranti come arma di ricatto per l’Italia.
Ci
aspettiamo che questo Governo sospenda con l’arrivo dei turchi e
Isis l’accordo siglato con la Libia, porti in pattugliamento nelle
acque davanti alla Libia alcune navi da guerra medie, ritiri da
Tripoli e dalle acque libiche sia la nostra nave satellitare e
rimpatri i cento militari e il loro comandante che avevano compiti di
addestramento e fiancheggiamento dell’esercito di Al Sarraj.
E’
ormai compito della Nato aprire un procedimento di sospensione della
Turchia dall’Alleanza, avendo la stessa ricordo ad azione militare
nei confronti dell’Italia, della Grecia e di Cipro on mare
internazionale.
L’Italia
insieme alla Grecia, deve presentare in sede Nato una interpellanza
urgente contro gli atti di guerra commessi dalla Turchia contro la
nave Eni costretta a lasciare la zona di mare per le ricerche
assegnatagli da Cipro, e di aver posto sotto controllo militare il
mare di Tripoli e gli oleodotti e il gasdotto marittimo, e la zona
marittima ricca di giacimenti di gas, minacciando militarmente
l’Italia atti tutti violativi della carta dell’Alleanza
Atlantica, fra stati membri.
Sottostare
ai ricatti mafiosi è perdente, litigare con la Francia che appoggia
Haftar è pregiudizievole ai futuri sviluppi e rompe l’unità che
gli stati mediterranei europei devono avere in questo momento.
