Questo non è un problema nuovo nella storia, visto la costanza dei precedenti in tutte le epoche. Unico momento di eccezione è stato il periodo successivo alla seconda guerra mondiale, quando in molti Stati europei si sono avuti governi eletti non per i soldi spesi ma per valutazioni ideologiche.
Questo premesso, non dobbiamo ne otturare il naso, ne chiudere gli occhi e ne voltare le spalle alla politica perché come ogni attività umana, la politica ha un costo economico. Come in qualsiasi azienda vi sono costi che servono a garantire la continuità produttiva e l'osservanza delle leggi e in famiglia vi sono costi per la preparazione al lavoro dei figli o il risparmio per la vecchiaia, anche nello Stato vi sono costi per garantire il cittadino di scegliere a chi dare il governo del paese.
Ma perché questo avvenga anche i Partiti e i parlamentari hanno costi che dovrebbero essere sostenuti parte con gli stipendi dei parlamentari ( restringimenti a questi stipendi sono attentati al libero funzionamento della democrazia), ma queste somme non bastano,
I Partiti hanno sedi di cui si devono pagare gli affitti e i consumi connessi, hanno funzionari ed impiegati, hanno necessità di comunicare con vari mezzi con gli elettori, hanno necessità di pagare le spese per trasferte in tutte le località del Paese, ecc..
Chi sosterrà questi costi ? In Italia Berlusconi è potuto diventare leader ed avere un proprio personale partito perché pagava tutto lui, ma questo è un sistema che modifica le scelte libere degli elettori.
Rimangono allora solo due soluzioni: tutti i cittadini devolvono liberamente una quota annuale al partito che scelgono e chi non sceglie, lo Stato lo prende per destinarlo ai partiti, e questo è un modo di preservare la volontà degli elettori; oppure si ammette il sostegno palese finanziario ai partiti da parte dell’imprenditoria, che porta ad un condizionamento politico dei partiti e un restringimento della scelta degli elettori.
Leggere oggi le indagini della magistratura sui finanziamenti di terzi ad associazioni connesse al senatore Renzi, ci sembra un avventata indagine della magistratura che non ha mai aperto indagini sui soldi di provenienza individuale che tutti i partiti, vecchi e nuovi hanno ricevuto.
Quando si parla di centomila euro per un intervista, tariffario simile a quello di Grillo, ci risuonano le parole di quella attrice che dichiarava con molta verità che lei per ottanta mila euro non si alzava neanche dal letto, e se vediamo gli stipendi dei calciatori di serie A ci accorgiamo che a partita, giocata o non giocata, la somma percepita è superiore al “centone”.
Ma le notizie scandalistiche servono per tanti scopi, anche ignobili, come è stato per Bibbiano o per episodi dei migranti, o per accuse varie alla Chiesa. Tanto poi le smentite non le legge nessuno o meglio hanno abitualmente la titolazione molto piccola.
