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venerdì 15 novembre 2019

#politica#mondo Attenti all' @Isis e a @Erdogan.

   Premettiamo che l’accoglimento di una migrazione di massa non è sostenibile ne per uno Stato ne per un gruppo di Stati visto come oggi è organizzata l’economia, le leggi e il vivere sociale.
   Occorre ricordarsi che le migrazioni avvengono sostanzialmente per ragioni economiche o per guerre che spingono i migranti a cercare un altro territorio dove vivere con minori pericoli.
   Infatti queste sono ancora oggi le cause delle migrazioni verso l’Europa dall’Africa e dal Medio Oriente.
   Fermare queste “migrazioni pacifiche” di esseri umani disperati ha un costo iniziale elevato, ma a medio termine le spese permettono di raccogliere frutti economici e sociali. I costi stanno nella creazione di centri di accoglienza umani, con formazione di lavoratori; nei sistemi di integrazione sociale ed economica per i migranti che si accolgono; nella formazione di centri produttivi protetti negli stati di provenienza a cui rimandare i migranti in base ad un piano di sviluppo economico locale; nella composizione politica di conflitti militari in corso.
   Fino ad oggi le migrazioni sono state pacifiche, ma qualcuno già pensa di trasformarle in guerre di conquista. Come ? Semplice attraverso l’introduzione di una guerriglia negli stati verso cui le migrazioni si volgono.
   Erdogan, nel suo sogno di conquista islamica dell’Europa e del medio oriente, ha lanciato la prima fase della sua battaglia. Con la liberazione di oltre ventimila fra combattenti dell’Isis e consorti dai campi di prigionia dove erano tenuti, sta procedendo ad una prima infiltrazione sui territori dell’Iraq e della Siria dove è già iniziato un controllo dell’Isis attraverso imposizione di tangenti alla popolazione locale accompagnata da attentati ed esecuzioni. Cellule sono probabilmente presenti in Libano e Giordania e da tempo in Libia.
   La prossima fase sarà la creazione di cellule negli stati europei per lo sviluppo di attentati atti a seminare panico fra la popolazione ed indurre i paesi europei ad accettare accordi ricatto con la Turchia di Erdogan.
   Ma poiché il futuro è in continua evoluzione, è possibile che con un nuovo Presidente degli Usa, America ed Europa possano di nuovo marciare insieme, e lo stesso Putin non gradirà di certo una presenza di terroristi in una zona dove sta sviluppando una sua politica di alleanze.
   La caduta di Erdogan può riportare Turchia e Medio Oriente a stabilità.