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domenica 13 ottobre 2019

#politica#mondo@Turchia -Erdogan e la sua guerra criminale.

Come avevamo previsto l’invasione della Siria-Curda ha visto l’ingresso non di truppe regolari ma di squadre criminali ex Isis, comandate da militanti dei Lupi Grigi o in qualche caso da ex comandanti Isis. E’ così cominciata la caccia ai curdi militari e civili, autorità locali che sono stati  torturati e poi uccisi. Si è liberato un carcere di criminali Isis e si è cercato di aprire un altra prigione senza riuscirvi grazie al coraggio dei combattenti curdi. Si è uccisa una donna Presidente di una associazione curda per la libertà del suo popolo.

Le colpe di un presidente incapace, Trump, si assommano a quelle dell’Europa. I Curdi avevano catturato, e non ucciso, centinaia di combattenti Isis e i molti loro comandanti e chiesto all’Europa di processarli come responsabili di crimini contro l’umanità. L’Europa ha fatto orecchie da mercante, così sono stati processati dai Curdi che non hanno usato la pena di morte ma il carcere. Ora si ritrovano con la necessità di non far fuggire questi prigionieri e combattere contro le bande invasori turco Isis. Un compito difficile, quasi impossibile. La loro civile clemenza è diventata momento di debolezza e difficoltà.
Ora non basta non spedire più armi alla Turchia, oggi occorre ritirare i militari Nato che operano in Turchia, considerare organizzazione terroristica i Lupi Grigi, impedire bombardamenti turchi sulla siria-curda, dare un alt all’invasione turca con invio di truppe che garantiscano la cessazione delle attività belliche , portare rifornimenti ed aiuto alle popolazioni in fuga.
Ci stupisce l'immobilità del governo siriano che non sa difendere una parte del suo territorio a fianco ai Curdi.
Rimane il problema difficile dei campi profughi delle donne e dei figli dei combattenti Isis. Occorre salvare questi ragazzi predisponendo un percorso di uscita dall’addestramento militare a loro impartito. Per le mogli dei combattenti occorre invece considerare la loro compartecipazione alle stragi perpetrate in questi anni e processarle e alle colpevoli dare la pena giuridicamente individuata da scontare in carcere. Una operazione che solo truppe internazionali dell’Onu possono realizzare.
In Turchia si sta formando un ampio fronte, anche militare, dissenziente a questa guerra di invasione che accresce la crisi economica interna. La fine del feroce dittatore Erdogan è iniziata.