Fra questi vi è un certo Soros, di cui non condividiamo quasi tutte le sue idee, ma apprezziamo che investa una parte dei suoi miliardi in fondazioni scolastiche e in organizzazioni umanitarie.
Ora ad uno che dona, senza richiedere contropartite, investendo su attività in ogni caso che sono di aiuto a popolazioni diverse vi dovrebbe essere un plauso generale.
Ma no, così non è. Vi sono partiti e giornali che vivono grazie a finanziamenti di miliardari nostrani per sostenerne la loro presenza politica in Parlamento e al Governo, che sembrano scandalizzarsi dei sostegni economici che Soros versa, pur non presentandosi mai come candidato politico.
Tutti noi, gente comune, siamo soliti dire grazie a chi si impegna per costruire una scuola, sostenere un organizzazione benefica, cercare di dare professionalità ai giovani nei vari campi.
Non è una brutta abitudine dire “grazie” a chi dona senza cercare di corromperci per ottenere il nostro voto.
E’ invece brutta abitudine prendere sotto banco soldi che servono per corrompere, per divulgare notizie politiche false, per fare, come si diceva un tempo, “i servi di qualcuno”.
