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venerdì 13 settembre 2019

#politica#partiti@M5S - @Di Maio e le sue responsabilità.

Di Maio non ha ancora capito che se il Movimento Cinquestelle è caduta dal 33% al 17-18% è stato per colpa sua. Bravissimo come un distinto fabulatore, pessimo come uomo politico.
Si perché se nella politica è utile pure l’arte dello spettacolo, come anche Salvini ha dimostrato, occorre anche avere un cervello capace ed esperto nella difficile arte di sapere
dare realtà alle promesse, ma anche sapere essere pronto a rettificare le promesse quando nella realtà esse sono dannose per l’economia e per il sociale.
Sembravano lui e Salvini una coppia felice, uno il maschiaccio turbolento e l’altro dolce e preciso. Ma l’esaltazione ingorda di Salvini ha fatto saltare la coppia mettendo in evidenza i limiti di entrambi come uomini di governo e politici.
Per la fortuna dei Cinquestelle, oltre a Grillo che ha saputo rimettere in discussione la sua visione anarchica della politica, l’avvocato Conte che avevamo classificato come un uomo di paglia, ha saputo dimostrare la sua capacità politica, mettendo all’angolo e mandando al tappeto Salvini, prendere in mano le sorti dei Cinquestelle e grazie anche a Grillo, rimettere in piedi un Governo che rientra nella realtà economica e internazionale dell’Italia e dell’Europa.
Di fatto è il vero capo dei Cinquestelle e grazie a lui che il movimento è incominciato a risalire anche se questa risalita è contrastata dalle manovre non chiare di Di Maio che non vuole perdere la guida del Movimento che con lui può brillantemente scendere al 10/12% o magari anche più sotto.
Pensiamo che anche Davide Casaleggio cominci a meditare sugli sbagli fatti e sciolga finalmente il legame statutario fra la sua ditta informatica e il Movimento, lasciando che i parlamentari eletti gestiscano il partito direttamente, come è naturale e politicamente valido.