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venerdì 13 settembre 2019

#mondo#governo#Libia -Al Sarraj, Salvini, Haftar e Federpesca.

Ritorniamo sul tema dei rapporti fra Italia e Libia, perché ci sono sempre apparsi strani i colloqui personali dell’ex ministro Salvini con Al Sarraj e i suoi ministri, colloqui che hanno scavalcato il governo gialloverde e il suo Presidente del Consiglio.
Oggi due notizie si sono incrociate e ci indicano come vengono mal spesi i soldi degli italiani per una strategia che non ha fermato il criminale commercio dei migranti e come la gente comune sappia invece come e con chi trattare.
La prima notizia ci viene da un intervista, ci auguriamo vera, del generale Cavicchioli fatta da giornale online. Il Generale ci spiega con molta semplicità come il raggruppamento di militari presenti, sia di alta specializzazione in tecniche di combattimento, sia dotato di 100 mezzi e di una nave appoggio nel porto di Tripoli con apparati di rilevazione elettronica a supporto della marina libica e come il comando abbia costanti contatti con il Governo di Al Sarraj e i suoi Ministri per orientamento e collaborazione.
Tutto questo è l’esatta descrizione di un supporto militare specializzato all’esercito di Al Sarraj, supporto che per ragioni di prudenza e di interesse per l’Italia si sarebbe dovuto interrompere nel momento che una guerra interna fra due realtà libiche è incominciata, in quanto nessun trattato o decisione Istituzionale italiana ha deliberato di sostenere con appoggio tecnologico ed addestrativo, in questa guerra, l’esercito di Al Sarraj.
Un saggio realismo politico ci dice che ritirare questo contingente militare è una priorità, anche per non influenzare uno scontro che destabilizza la Libia a danno dell'Italia.
Le informazioni che parlano di carichi di armi sbarcati a Tripoli dalla Turchia e di ex combattenti IIS e loro capi mandati a sostegno delle milizie islamiche di Al Sarraj, sembrano non esistere.
Per fortuna la saggezza dei pescatori di Mazzara del Vallo attraverso la Federpesca locale, ha portato ad un accordo con il generale Haftar e il suo governo, che, sempre pagando un costo economico ma minore di quanto si paga per il nostro contingente a Tripoli, permette ai nostri pescatori di lavorare alla pesca lungo le acque della Tripolitania senza essere “catturati” dalle motovedette della Libia di Haftar. Cosa che invece succede ancora con le motovedette dell’”amico” Al Sarraj.
In ogni caso ci si domanda come mai nessun Governo italiano abbia chiesto ad Al Sarraj di riportare la territorialità marittima ai valori internazionali previsti. Eppure quanti soldi abbiamo dato alla Libia di Al Sarraj che continua a far funzionare il traffico di esseri umani !