In Italia spesso si hanno manifestazioni di gruppi contro pratiche crudeli nei confronti degli animali. Cosa giusta, anche se spesso queste manifestazioni sono contraddittorie perché fondate su una espressione estremista contraria all’ordine naturale della sopravvivenza per gli effetti economici e sociali che ne scaturiscono.
Purtroppo non si vedono molti gruppi che difendano in egual misura gli esseri umani: donne, uomini e bambini.
In Italia abbiamo molti migranti che sono fuggiti da guerre, da miseria e fame. Molti di loro hanno un istruzione superiore, altri una istruzione media e altri sono analfabeti.
Li vediamo dormire fra due cartoni o in baracche o in piccoli locali, uno a fianco all’altro.
Non hanno spesso acqua o bagni dove lavarsi, se non quelli che li offrono le varie Caritas cattoliche.
Non hanno da mangiare, alcuni mangiano addirittura i cibi che raccolgono dagli avanzi di supermercati, bar o ristoranti o pizzerie. I più fortunati mangiano alle mense numerose ma insufficienti della Caritas o di altre organizzazioni religiose o laiche.
Un tempo si sarebbe detto che hanno una “vita da cani”. Oggi questo detto deve essere cambiato perché in Italia cani e gatti hanno una vita migliore perché animali randagi sono una piccolissima eccezione essendo accolti da “canili” o da “gattili”.
Ma se nessuno insorge perché lo Stato non provvede a loro in una misura umana!
Però si insorge perché puzzano o dormono in strada al grido “cacciamoli”. Se poi la loro disperazione li porta a commettere azioni da malati mentali tante persone gridano “in carcere” o peggio “ammazziamoli”.
Se sono impiegati come lavoratori in nero nei campi per l’agricoltura e lavorano per 10, 12 ore o più, sono pochi coloro che si indignano, ma sono tanti coloro che chiedono che i cavalli che tirano le carrozzelle dei turisti abbiano turni di lavoro limitati e quanto fa troppo caldo chiedono che i cavalli rimangano nelle stalle o che negli allevamenti polli o maiali abbiano condizioni igieniche adeguate.
I cani quando mordono o uccidono si scusano dicendo che è “colpa del padrone” e si mettono nei canili tenuti in piedi dai soldi dei comuni, o c’è qualcuno che li prende con se per proteggerli.
Dovrebbero, per essere coerenti gli animalisti, scendere a manifestare per questi esseri uguali a loro che sono così disumanamente trattati, non per una questione di carità fraterna, ma perché essi hanno una vita che deve essere degna di essere vissuta come la vita dei cosiddetti “animalisti”.
Essi appartengono alla razza umana che ha portato questo mondo al progresso scientifico e tecnico attuale. Bianchi, neri, o gialli sono i tanti scienziati che l’umanità ha sfornato e delle cui invenzioni o opere, oggi tutti noi ne beneficiamo.
Nelle nostre vite noi tutti abbiamo avuto cani, gatti, galline o altri animali, ma se abbiamo il cervello a posto, li abbiamo considerati amici o utilità, ma anche abbiamo considerato i nostri simili, uomini, donne e bambini, degni di rispetto e di solidarietà e per questi valori difenderli.
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