Renzo Bossi ha, pochi giorni fa su Facebook, riaffermando in maniera completa precedenti sue dichiarazioni, che inducono a chiedere un riapertura indagini sia per trovare chi ha fatto sparire i 49 milioni che la Lega doveva restituire, sia per una doverosa ricostruzione delle vicende attribuite a Renzo Bossi, riconoscendo allo stesso un operare serio e regolare in base ai documenti che ora Renzo Bossi fornisce.
Noi crediamo giusto a questo giovane, invischiato nella politica solo per caso, rendere giustizia riabilitandolo dalle tante accuse nei suoi confronti, messe in piedi anche da componenti della Lega, per un gioco di potere interno.
Ma vediamo la storia dei milioni spariti documentata da Renzo Bossi.. Quando Bossi padre si dimise i 49 milioni erano nelle casse della Lega. Il segretario successivo fu Maroni che sostituì Bossi nel 2012. Maroni ricopri la carica di Segretario per circa un anno e mezzo. A Settembre del 2013 fu eletto come Segretario della Lega, Matteo Salvini. Quindi il controllo della Lega fu assunto da Salvini un anno e mezzo dopo Bossi.
Ora se in base alle dichiarazioni di Matteo Bossi, nell’aprile del 2012 i 49 milioni erano nelle casse Lega, allora la loro scomparsa avviene o da Luglio 2012 a settembre 2013, Presidente Lega Maroni, o da settembre 2013 in poi con Salvini segretario.
Difficilmente potrebbe essere stato Maroni a farli scomparire, perché manovrare per occultare 49 milioni occorre del tempo e non si procede in blocco ma suddividendoli in tanti pacchetti e quindi non bastano un anno e mezzo di segreteria Maroni, ma almeno un paio di anni per poter disperderne le tracce.
E quando nel 2013 era subentrato Salvini se già mancavano i 49 milioni se lo sarebbe dovuto accorgere e avrebbe dovuto indagare in merito . Se fossero spariti sotto la Segreteria di Maroni, allora sarebbe risultata la mancanza nel bilancio 2012 o 2013 . Ma Salvini non denuncia questa mancanza e quindi fra le attività doveva esserci indicato l’importo, nelle forme in cui era conservato o investito. E di certo l’importo di 49 milioni, non è un importo piccolo e la sua mancanza è facilmente rilevabile.
A Via Bellerio nel 2012, avevano sede anche un gruppo di piccole associazioni e comitati di attivisti della Lega Nord che non avevano molti soldi, per cui trovavano ospitalità gratuita nella sede di Via Bellerio. Oggi sembra che alcune di queste associazioni e comitati abbiano improvvisamente un giro contabile di un certo rilievo.
Oggi con lo scandalo della Associazione Russia Lombardia sembra aprirsi un altra ipotesi plausibile e da verificare, sui movimenti finanziari di queste associazioni della Lega e sui loro bilanci. Putin ha detto una cosa vera, quando ha dichiarato che la Russia non ha mai finanziato partiti stranieri, ma nulla ha detto su finanziamenti ad associazioni e comitati.
Tutto questo dimostra che occorra riaprire l’indagine di chi sia il vero colpevole della sparizione dei 49 milioni, chi ha voluto linciare moralmente Renzo Bossi per distruggere il padre, Umberto Bossi accollandoli tutte le colpe. Noi non abbiamo mai stimato l'on. Umberto Bossi, ma pensiamo che tutto il male non sta mai in una solo persona, ma anche nei collaboratori.
Ridiamo a Renzo Bossi, in base alle prove che porta, una dignità ingiustamente tolta da una stampa superficiale che non si è accorta che si colpiva il figlio per colpire il padre.
Riapriamo le indagini su tutta la vicenda, anche alla luce dello scandalo Russia-Lombardia e sul ruolo delle piccole associazioni che gravitano intorno alla Lega.
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