Mai
come in questi giorni si capisce la nullità politica dell’intero
Movimento Cinque Stelle.
E
se è senz’altro riprovevole che il Movimento non abbia in se nulla
di democratico, ritenendo i suoi parlamentari pedine da governare
dall’alto e schiavizzare attraverso un grezzo meccanismo
informatico, deputati e senatori anche togliendoli una parte
e di uno
stipendio che può sembrare alto, ma concretamente è limitato per le
spese che sono comunque a carico del parlamentare che voglia avere un
contatto diretto con i suoi elettori.
Tuttavia
se la maggior parte dei suoi eletti non sentono il gioco della loro
schiavitù e accettano di essere trattati così, si può dire che
“chi è causa del suo mal pianga se stesso”.
Ma
di certo era inaspettato dopo anni di denunce dei misfatti presunti o
reali delle altre forze politiche, potessero a loro volta commettere
e accettare di commettere misfatti peggiori di quelli denunciati.
Accanto
al becero coro salviniano contro la Capitana Rachete anche Di Maio e
soci (escluso Fico e pochi altri) si sono dati un gran da fare per
accusare questa donna che ha saputo essere coerente e responsabile
nel salvataggio e poi nell’approdo negato per giorni, di poco più
di quaranta migranti.
Ecco
chi sono i politici del Movimento Cinquestelle, coloro che si
dichiaravano i rinnovatori della politica oggi per sopravvivere si
mettono insieme al coro salviniano.
Vergogna,
vergogna !!!
Ed
alcuni di essi si sono espressi contro il parere del Magistrato, che
ha applicato le leggi nazionali ed internazionali esistenti nei
nostri codici, per dichiarare che nessun reato la “Capitana” ha
commesso per salvare e sbarcare questi migranti. Questi deputati e
senatori correi degli eversivi discorsi di Salvini dimostrano che i
M5S sono al rimorchio più di sempre del carro del momentaneo
vincitore:
D'altra
parte Di Maio e i Cinquestelle ormai hanno di fatto, lasciato a
Salvini il compito di fare il vero Capo di Governo che gestisce in
prima persona e critica senza mezzi termini ogni aspetto del governo
del paese, riprendendo Di Maio e i suoi dopo ogni Consiglio dei
Ministri, e lanciando minacce ai Ministri che non fanno parte della
Lega e criticano tecnicamente e politicamente le loro azioni: vedasi
Tria, Moavero, Trenta, la Presidente del Senato, il Presidente della
Camera.
