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lunedì 8 luglio 2019

#politica#Lega#Libia . Doppio filo fra @Salvini e @al-Sarraj

Al Sarrej e Salvini sono legati ad un duplice filo di interessi.
Al Serraj ha l’interesse che l’Italia e l’Europa lo affianchino per sostenere il suo governo fornendoli appoggio internazionale, denaro per pagare le armi e le tribù del suo esercito.

Per questo dopo l’inesplicabile eccidio di un lagher di migranti, le cui rovine non sembrano bombardate ma colpite da granate che chiunque avrebbe potuto sparare, cerca di ricattare l’intera Europa minacciando di far fuggire i migranti verso l’Italia forse aiutando i trafficanti di uomini a mettere in mare le imbarcazioni.
La Guardia Costiera che l’Italia ha organizzato, come per altre due formazioni militari presenti in Libia, è sospettata di relazioni con i trafficanti. Ma dichiara su richiesta dell’Italia accuse infondate contro le Ong smentite dai nostri Servizi Militari operanti in Libia. Ma tutto ci si può aspettare da chi sfrutta i migranti anche per ricavare soldi dalla loro prostituzione, da chi non ha identificato e arrestato le bande dei trafficant.
L’onestà delle Ong operanti nel Mediterraneo viene riconosciuta da tutta Europa; ma la nazione della "LEGA Padana" debitrice di 49 milioni all'Italia,  ha parere diverso come dice il Presidente Salvini.
Salvini, che ha fatto della sua battaglia con gli arrivi in Italia di migranti, il mezzo per acquistare consenso fra la gente, ha tutto l’interesse perché si verifiche il disastro umano minacciato da Al Sarraj in modo da costringere un intervento drammatico dell’Europa e dimostrare che la sua politica fa cambiare la politica sulla migrazione da parte dell’UE e si attende da questa canagliata di  poter conquistare la maggioranza necessaria per creare un governo a guida leghista da lui presieduto.
Suona strano che dopo alcuni giorni dall’incontro Salvini Al Sarraj, sia avvenuta la strage del lagher dei migranti con i carcerieri che sparavano sui prigionieri (cosa impossibile in un bombardamento) a cui è seguita la minaccia di aprire i lagher e far uscire i migranti lasciandoli liberi di far rotta verso l’Europa chiudendo gli occhi verso coloro che gestiscono il traffico migranti.
Ecco perché ancora chiediamo che Salvini relazioni il Parlamento sui colloqui intercorsi con al Sarrej e il Presidente del Consiglio Conte (se ci sei batti un colpo), tracci chiaramente la strada che vuole percorrere nella politica italiana verso la Libia, che non può essere la conferma della linea di un anno fa, perché il quadro è cambiato e i soldi che vanno ad Al Serraj sono ora sprecati.  Sia Conte e non un singolo ministro a determinare i rapporti con un paese straniero.
Gli Italiani che dicono di approvare la linea di Salvini, dovrebbero domandarsi se essa porta una maggiore sicurezza sul nostro territorio o porta solo soldi nostri alla Libia per finanziare gruppi di bande di al Sarrai e delle imprese petrolifere.
Per la verità risultati concreti non se ne vedono, tutto è come prima e il diminuire dei migranti non è merito di Salvini ma dell’accordo del 2018 Ue – Libia.