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mercoledì 31 luglio 2019

#partiti#politica#governo - I senza legge

In Italia stanno uscendo allo scoperto le ingloriose pattuglie dei politici “senza legge”.
Sembra di essere ritornati ai tempi manzoniani di “Don Rodrigro” con i suoi “bravi” o alla visione di un film sul “selvaggio west”.
L’ordinamento giuridico italiano, dalla Costituzione ai vari Codici, viene calpestato ogni giorno,
da politici e non politici; oggi stiamo all’impunità di chi “lapida” i neri, di chi spara con i fucili ad aria su chi non è bianco, di chi propugna una “violenza popolare “ come il metodo migliore per contrastare la presenza dei migranti dei paesi poveri e chi vuole “cannoneggiare” le navi ong di soccorso e le barche dei migranti.
Intanto nelle città si moltiplicano le bande giovanili criminali con aggressioni ai vecchi, uomini e donne e agli italiani che non hanno la pelle bianca, o aggressioni ad altri pacifici giovani magari per prenderli lo smartphone o per picchiarli se non gli sono simpatici e spesso avvengono anche stupri. 
Chi non capisce quello che sta succedendo chiama questi giovani delinquenti “bulli”, e si comminano pene ridicole rispetto ai reati commessi, tradendo Beccaria.
Se uomini politici e i loro partiti Lega, Cinquestelle, Fratelli d’Italia e altri simili si permettono di aizzare con le parole la gente contro le leggi, perché le giovanili bande dovrebbero rispettare la legge?
Oggi trionfa ancora Salvini e il salvinismo come risulta dai sondaggi. Ma domani con Salvini e gli associati della Lega al governo l’Italia diventerà come alcuni stati del sud America: il potere non sarà del popolo plaudente, ma dei commercianti di droga e delle loro mafie costituite in bande armate, dei miliardari stranieri che controlleranno il commercio insieme sottobraccio alla mafia e da un governo di corrotti che si vanterà spudoratamente della sua impunità, e con una magistratura politica asservita al governo. 
Un quadro che troviamo, purtroppo in forme diverse che i partiti di sinistra combattono con alterne vicende in Messico, Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Panamà, Columbia, Equador, Perù, Bolivia. 
Li abbiamo scritti (incompleti) questi Stati per ricordare a chi legge che il mondo è grande e se non c’è solidarietà internazionale dei cittadini contro la violenza non c’è speranza di salvarsi senza pagare un prezzo durissimo alla dittatura economica e politica.