Purtroppo vi è stata una non partecipazione il 2 Giugno alla parata, di alcuni generali in pensione che per un dissenso con il Ministro della Difesa, hanno dichiarato che non sarebbero stati presenti alla Festa della Repubblica. Ci stupisce questo loro atteggiamento, stante non solo il loro alto grado e le importanti posizioni ricoperte ma anche per una stima, da loro meritata, durante il servizio.
Ma tutti possono sbagliare. Non entriamo nel merito del contrasto con il Ministro della Difesa, la signora Trenta. Facciamo invece notare che il Capo delle Forze armate è il Presidente della Repubblica a cui si sarebbero dovuti rivolgere nei modi previsti, in quanto come ex generali hanno giurato di essere fedeli alla Costituzione e un giuramento non si può cancellare neanche se si è andati in pensione.
Un militare è sempre un militare. E il suo esempio di rispetto e fedeltà agli organi costituzionalmente costituiti è necessario anche come esempio verso i subordinati.
La politica, anche se sbaglia, non può entrare nella vita militare. Solo punto di riferimento dei militari è il Caoi dello Stato.
Siamo sicuri che capiscano queste parole, anche perché sanno il pericolo sempre presente, che qualche politico o i vari eversori, possano approfittare di un gesto imprudente, per aprire le strade ad azioni di sovversione per la cancellazione dello Stato democratico.
IL PENSIERO POLITICO CHE NON TIENE CONTO DELLA ESPERIENZA STORICA E' SEMPRE FALLIMENTARE. Per una civile comunicazione i commenti sono graditi se riportati su sito o blog del commentatore per permettere ponderazione del commento.
