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giovedì 23 maggio 2019

#Roma #sociale #case - Immobiliaristi e occupanti

Su un  giornale  è comparso un articolo sul palazzo occupato al Tiburtino a cui era stata tolta l’energia elettrica e un Vescovo ha acconsentito al suo riallaccio per non gettare ulteriormente nella disperazione e nel disaggio sociale, persone e famiglie che già la nostra società ha travolto e confinato fra gli ultimi.

Il giornale suggerisce che il palazzo è pericolante e sollecita un controllo dando sponda alla società privata che possiede l’immobile che poverina paga per l’immobile 137 mila euro fra Imu e Tasi.  Non ci dice invece il giornale quanto paga come reddito ne quanto ha pagato di tasse e imposte per anni avendolo affittato ad un ente pubblico.
Fra immobiliaristi ci si aiuta, così la proprietà del giornale non  pone nell’articolo, le condizioni economiche degli occupanti, ne la rivalutazione oggi del terreno, dal primo valore catastale, su cui sorge il palazzo, e il possibile guadagno buttando giù l’immobile per costruire un altro passando da uso ufficio, (in crisi a Roma) a uso abitazione. A volte è capitato che i proprietari hanno utilizzato occupazioni per poi chiedere abbattimenti e cambi di destinazione.
Un giornale, dovrebbe essere il primo a richiedere due cose essenziali per questa città da cui da tantissimi anni è beneficata: 
   - Che non ci siano cittadini senza casa organizzando un  edilizia controllata nei costi e negli utili che si ottengono anche per le spese che la città fa per strade acquedotti, trasporti e servizi pubblici in genere e non sono certo ripagate da aliquote Imu e Tasi
   - Denunciando i troppi stabili a Roma vuoti e lasciati in stato di abbandono a danno del decoro cittadino, da proprietari in attesa di affittarli o venderli ma anche in attesa dell’aumento dei prezzi dei terreni edificabili. E a volte dietro questi immobili vi sono i tentacoli di mafie.
    Allo Stato spetta intervenir,e non per fare sgombrare gli immobili con un costo che paga tutta la comunità, ma per costringere i proprietari a esercitare tutte quelle spese di custodia e di manutenzione che sono da loro dovute.