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martedì 21 maggio 2019

#politica #partiti #governo #elezioni #Di Maio e il compare

Non so se avete mai assistito alla truffa delle tre carte dove un “compariello” vince per attrarre al gioco gli sciocchi, ma se arriva la polizia è quello che strilla di più contro il compare. Il gioco fra Di Maio e Salvini sembra in taluni aspetti essere simile anche senza reati.
Come infatti giudicate questi due vice presidenti del consiglio (di fatto i veri presidenti)
che fanno finta di criticarsi a vicenda e di criticare i provvedimenti che il loro governo ha preso con il loro reciproco consenso ?
Di Maio e i cinquestelle sono passati dalla fase di narratori di illusorie favole alla fase di doverle concretizzare. Ma le favole sono solo allegorie paradossali della vita e non si possono applicare ai problemi economici e sociali di un Paese.
E poiché perdevano consensi, mentre Lega e Salvini crescevano, si sono messi a giocare insieme ai comparielli, fanno vedere che sono in disaccordo con il compare ma poi approvano quello che propone e se qualcuno scopre che le carte sono truccate alzano la voce anche loro, tanto l’altro non romperà il governo perché poi non potrebbe beneficiarne degli utili:
Tanti sono stati quelli che in buonafede, credendo agli spettacoli-comizi di  Grillo, si potesse avere una nuova forma di partito sano e capace, e si ritrovano con un partito che appartiene ad un imprenditore, Casaleggio, che vuole mandare avanti la sua azienda, che attraverso il peso politico dei suoi parlamentari, possa trovare una crescita sul mercato informaticoa anche con prodotti un poco “bucati”.
Ora chi ha capito di essere stato turlupinato, ritorni a votare i vecchi partiti che vogliono più Europa, sia della sinistra e sia del centro, la sola strada che ci può salvare dal pericolo di un disastro economico e sociale, in un mondo dove non si torna indietro dalla globalizzazione, così come non si torna indietro a viaggiare su diligenze e treni a vapore.
E chi ancora insiste a votarli, per il suo futuro di povero, pianga se stesso.