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domenica 14 aprile 2019

#partiti #governo #carabinieri @Salvini alla formula E e non a Cagnano Varano

Un ministro Interni che non corre dove muore un carabinieri vuol dire che lo Stato non è presente.
Nello giorno in cui un carabiniere in servizio è ucciso da un pregiudicato della mafia locale e un altro ferito, il ministro degli Interni, il sig Matteo Salvini rimane a Roma e il giorno dopo, in luogo di recarsi immediatamente a Cagnano Varano, fa spot elettorale con il figlio sulle spalle, a Roma nei box della Formula E.
Cagnano Varano come il garganico e Cerignola, si trova nel territorio della mafia foggiana i cui recenti arresti non hanno portato a rallentare la presenza di una ndrangheta che ha messo il piede non solo sull’agricoltura, il turismo e l’edilizia ma ha un controllo totale del territorio al punto che le imprese pagano il pizzo prima che i boss lo chiedano !
Un territorio in cui 8 omicidi su dieci rimangono impuniti!
Lo Stato è quasi sparito e i presidi dei carabinieri sono come piccoli fortini circondati dalla malavita e dalla omertà e spesso da connivenze delle amministrazioni locali.
La presenza del ministro degli Interni, il sig. Salvini fin dal giorno dell’omicidio doveva essere la presenza dello Stato a conforto dei famigliari e dei cittadini onesti.
Aver preferito stare a Roma a farsi pubblicità elettorale con il figlio in spalla alle prove della formula E, è qualcosa veramente di indegno e al tempo stesso un chiudere un occhio a  malavitosi che possono racimolare tanti voti.
E il messaggio sull'evento doloroso a stampo elettorale di Salvini su internet, suona come un insulto a chi tutti i giorni rischia la vita per adempiere alla sua missione di far rispettare la legge.
Oggi il vero ordine pubblico è garantito dai soli corpi dei carabinieri e della polizia, in una strategia lasciata ai vertici di tali corpi, senza che una direzione continua strategica e complessiva sia condotta dal Ministro, strategia che si modifichi secondo il modificarsi della malavita organizzata.
Che almeno il web e la stampa sappiano denunciare la gravità della uccisione di un vero servitore dello Stato e che getta nel dolore la famiglia del brigadiere ucciso e denuncia l’incuria del Ministro verso questa malavita che controlla un vasto territorio di questa povera Italia.