Powered By Blogger

Translate

mercoledì 12 dicembre 2018

#politica #partiti Ritorna Di Battista e il nulla politico

Di Battista e la viltà

Alessandro Di Battista è  ormai al termine della sua missione di un anno in alcuni stati del Centro e Sud America.
L’unico nome dei finanziatori del viaggio che si è riusciti a sapere è quello de “Il Fatto quotidiano “ (Alias Casaleggio associati) per lo scandalo degli alti prezzi pagati per gli articoli inviati al giornale.
Articoli che non molti hanno letto, anche perché di qualità bassa nei contenuti e nella forma, intermedia fra un diario turistico e un racconto etnografico ed accuse fantasiose alla sinistra di tutto il mondo.
Noi  li abbiamo letti per cercare di capire chi è Alessandro e che cosa doveva fare in questo suo viaggio.
Capire il vero scopo di questa visita in zone dove si mescolano risposte estreme ad un ordine sociale iniquo, le reti e i domini territoriali dei trafficanti di droga, imperialismo (termine purtroppo mai morto) degli USA ed Europeo per sostenere un capitalismo brutale, la nuova presenza attraverso accordi commerciali della Cina e della Russia in questa area.
Non è il viaggio di un volontario che vuole aiutare comunità indios portando oltre il proprio contributo lavorativo, anche il proprio impegno per la crescita della istruzione e della scienza applicata alla cultura della terra e ai bisogni individuali e alla sanità.
Rimangono altri scopi. Il più logico poteva essere quello di portare una politica di riscatto sociale attraverso la democrazia o la violenza rivoluzionaria, ma di riscatto sociale non  c’è nulla nella ideologia di Alessandro come lo dimostrano i suoi scritti.
Altro scopo poteva essere quello di prendere informazione sui movimenti dei ribelli zapatisti o di alcune forze democratiche classificate dalla Cia come “comuniste”, una specie di Kim (realtà immortalata da Kipling).
Infine quello di provare il piacere di un avventura in un mondo di disperazione in cui passare indenne e fare imparare questa squallida capacità al figlio di due anni che ne avrà solo un pallido ricordo crescendo.
Tralasciamo di commentare l’aspetto turistico-etnografico presente in questi articoli anche questo intriso da un pensiero politico confusionale e coloniale.
Ma quale è il suo pensiero politico ?
La base del suo pensiero politico è  avere identificato la sinistra in genere, americana o italiana, come colpevole di tutto il male del mondo.
Il secondo concetto è che la colpa della miseria di un popolo sorge dagli accordi internazionali di libero scambio oppure dagli accordi internazionali per la lotta alla malavita, o contro i trafficanti di droga, o contro le corruzioni governative.
Cosi è capace di insultare a destra e a manca, la gente onesta, coraggiosa e democratica ma non ha il coraggio di denunciare politici corrotti, eserciti e polizie invischiati in mille scandali e assassini, bande di trafficanti di droga che là fanno da padroni su tutto e tutti, oppure i nomi e cognomi ormai noti dei politici o delle industrie Usa che con interventi della CIA, hanno per anni spadroneggiato e spadroneggiano nell’America Centrale e nel America del Sud.
          Non una accusa precisa contro questi fenomeni che sono il mezzo per tenere schiave intere popolazioni e la causa di tanta miseria e sofferenza umana.
Invece indovinate chi denunzia come causa della miseria e degrado civile e politico di questi stati? Un trattato commerciale il Nafta (trattato di libero scambio nordamericano) nato nel 1972 e giorni fa rinnovato proprio dal suo amico Trump che  Di Battista aveva esaltato perché qualche mese fa, lo aveva bloccato. E se la prende poi con i democratici americani e italiani  che nulla avevano a che fare con il trattato
Nella sua follia politica, scambia gli effetti con le cause.
Il terzo concetto è che i poveri dell'America latina sono felici se li lasciamo fare i contadini a seminare il mais e vivere del poco in villaggi  autonomi dal contesto del paese, con strade piccole e acciottolate, gruppi armati di difesa e cultura che non deve crescere oltre le tradizioni antiche.
Quarto concetto: l’uso dell’insulto  impunito e saccente come mezzo di violenza per colpire gli avversari, quasi esclusivamente di sinistra e i giornalisti che lo contestano, insulti come riedizione onirica dell’olio di ricino, dimostrando la realtà del suo niente politico.
Insomma una mescolanza fra mussolinismo, anarchismo, politica vile della violenza.
Allora chi è Alessandro Di Battista ?
Uno che non sta dalla parte dei deboli, uno che non combatte per una civiltà più giusta per i poveri e i lavoratori, uno che non ama la civiltà attuale dai grandi progressi scientifici in tutti i campi, uno che ritiene che la civiltà migliore sia la piccola civiltà contadina.
Insomma un degno compare di Grillo e dei M5S a cui fare da braccio armato dialettico oggi, nella speranza di conquistare il paese per ritornare tutti felici zappando i campi, guidati da un unico capo villaggio che pensa, solo lui a noi e a quello che dobbiamo fare per una vita semplice e povera e provvede se ammalati con le magiche pozioni dei suoi stregoni; e per chi critica e protesta i suoi fedeli guarieri li curano, con il palo della tortura e la morte.