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martedì 6 novembre 2018

#politica #sindacato #lavoro Per un nuovo sindacalismo

Per un nuovo sindacalismo

        E’ indubbio che in questi ultimi venti anni la presenza sindacale si è ristretta sia nelle iscrizioni, sia nell’azione. Se poi si guardano i test (non sempre affidabili) su la fiducia dei lavoratori nel sindacato, la situazione è ancora peggiore.
        Ma perché questo calo di iscrizioni e fiducia ?

        Iscrizione e fiducia nel sindacato non sono legati fra loro ma dipendono essenzialmente da alcune variabili oggettive ma che possono essere influenzate da altre variabili soggettive.
         L’ Iscrizione dipende: dalla possibilità di essere tutelato nei diritti; dalla presenza in un posto di lavoro di una maggioranza di iscritti; dalla impossibilità di lavorare se si è iscritti al sindacato.
         La  Fiducia nel sindacato dipende: dalla reale capacità di capire i problemi dei lavoratori; dal peso che hanno nel gestire i diritti dei lavoratori; dall’esempio che il sindacato e i suoi rappresentanti hanno nella loro presenza come lavoratori sul posto di lavoro; dalla onestà del sindacato di rappresentare realmente i lavoratori  nei rapporti con il datore di lavoro.
          Tutela dei diritti unita al rispetto dei doveri dei lavoratori è il binomio che fa del sindacato un elemento fondamentale per il benessere e la democrazia di un paese.
          Oggi con il globalismo economico e nel suo ambito la realtà dell’Unione Europea, fanno si che l’azione sindacale non può essere più solo nazionale, ma deve avere il suo peso nelle decisioni della Comunità Europea.
          La prima richiesta in questo organismo è la realizzazione dell’uguaglianza del salario minimo nazionale, che impedisce fenomeni migratori nella Ue e impedisce la fuga delle aziende verso i paesi con salari minimi vergognosi.
           La storia del sindacalismo in Italia è stata una storia esemplare per il progresso del paese e della classe lavoratrice. I nomi di sindacalisti comunisti, socialisti, cattolici e repubblicani dovrebbero essere ricordati nei libri di storia delle scuole.
          Purtroppo i sindacalisti attuali non sono paragonabili ai grandi nomi del passato. Tante sono le cause di questo decadimento, ma fondamentale e il carattere burocratico elettivo nelle organizzazioni e i vantaggi che i sindacalisti per professione hanno. Tutto questo spegne o relega a ruoli non decisionali elementi di base che hanno la capacità di comprensione delle nuove esigenze dei lavoratori e che spingono a soluzioni innovative del rapporto lavoratori-produzione-imprenditori.
          Un esempio di questa decadenza in particolare nel sindacato CGIL è data dalle sue decisioni di intervento nell’ambito politico a fianco della destra con conseguenze letali per gli italiani, nonché all’assurda richiesta data la scarsa capacità di incidere nel mondo del lavoro, a volere discutere al pari dei partiti sul governo del paese. Anni fa questa richiesta era giustificata non solo dalla rappresentatività effettiva del mondo del lavoro ma anche dalla capacità del sindacato di difendere i lavorati nel rapporto lavoratori-aziende.
           Il sistema produttivo è indubbiamente cambiato e le necessità dei lavoratori sono diverse da  quelle di soli venti anni fa. Abbiamo nuove tecniche per verificare, prima di conclamare, strategie marxiste o kennediane.  I parametri fissi e variabili sono sostanzialmente cambiati . Non si deve avere paura di cambiare se la realtà è cambiata nelle cause e non negli effetti. Usiamo tutti gli strumenti necessari per analizzare le cause e indirizzare gli effetti a nuove soluzioni.
           Rifacciamo i sindacati con chi è disposto, da vero rivoluzionario, a vivere nel mondo del lavoro, lavorando come coloro che intende difendere.
           Questo è il nuovo sindacalismo che può ridare tutela ai lavoratori di qualsiasi categoria e di qualsiasi processo produttivo e concorrere ad indirizzare gli italiani verso partiti e governi che uniscano gli italiani, creino lavoro per tutti con retribuzioni adeguate che rafforzano la democrazia, alla luce dei sempre attuali dettami costituzionali.