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venerdì 30 novembre 2018

#politica #governo #Di Maio,Grillo e le calunnie.


In questi ultimi anni, il comico Grillo e i suoi allievi da Di Maio in poi, hanno voluto fare i moralisti: sotto accusa vecchi politici, parlamentari, leader di altri partiti, nuovi politici.
E quando non trovavano accuse comprovate, se le inventavano. 

Così sono diventati raccontatori di favole e le favole hanno sempre un buono che vince ed un cattivo che perde; e tutti noi amiamo le favole, e vorremo che il mondo fosse una bella favola per tutti.
Ma la realtà è ben diversa. La storia dell’umanità ha sempre visto mischiate onesta e  disonestà, violenza e bontà. Ognuno di noi è portatore di questa contraddizione: facciamo cose buone con il prossimo, ma facciamo anche cose cattive con chi circonda, rispettiamo la legge ma quando ci fa comodo cerchiamo di violarla.
Ecco perché la morale non può essere elastica ed è difficile fare il moralista; così nei nostri giudizi e denunce non dobbiamo mai generalizzare; per un politico, per un parlamentare, per un avversario colpevole, vi sono altri politici, altri parlamentari ed avversari non colpevoli.
Questa è la realtà altrimenti l’umanità sarebbe già finita per uno scannamento totale.
Oggi tocca a Luigi Di Maio stare sotto accusa per un comportamento della società di famiglia, una piccola impresa, che è accusata di avere sottratto a chi ha lavorato per loro, la giusta mercede, cioè averli pagati in nero.
Questo è rubare ai poveri, e di certo è una cosa infamante.
Grillo da tempo è sotto accusa ma lui è un attore che copre con la sua recitazione la sua vita morale. E lo spettacolo che fa è una recita entusiasmante, ma pur sempre una recita.
Ora spetta a chi ha votato M5Stelle capire che il bene e il male è mischiato in ognuno di noi e che le promesse da favola sono lotterie, in cui vince sempre chi gira la ruota.
Di Maio e soci, arrivati al Governo del nostro Paese, danno la dimostrazione oltre che di incapacità, anche della  irrealizzabilità delle promesse favola, e che anche fra loro e i loro famigliari vi sono cose pulite e cose sporche, come tutti i politici e come tutti noi.
Alberto Sordi osservatore acuto, nel suo film “Il moralista “, traccia un immagine vera di chi bacchetta e riprende tutti, ma sotto sotto è l’imbroglione di turno.  
La realtà è questa.