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lunedì 29 ottobre 2018

#trasporti #comunediroma #atac - Votiamo Si al referendum trasporti

Si al referendum Atac e alla riassunzione della Quintavalle !

          In Atac vi sono tanti sindacati, ma il frazionamento non è utile ai lavoratori ma a diversi dirigenti  e a diversi sindacalisti.
          Il nuovo scandalo Atac colpisce alcuni sindacati per abuso dei permessi sindacali con la compiacenza di vari dirigenti Atac.

          E di scandali nei sindacati Atac si era già parlato sull’appalto mensa, un paio di anni fa.
          Di certo nei trasporti pubblici è importante che l’interesse generale dei cittadini sia salvaguardato, ma di certo non è il mezzo migliore, l’esperienza lo insegna, quello di avere il servizio affidato ad un azienda di proprietà pubblica.
          Altri possono essere le scelte a tutela dei cittadini. Ora poiché gli interessi individuali di chi ha potere  sono espressione naturale di tutti, è importante porre dei vincoli e controllare questi vincoli attraverso metodologie diverse.
           Dare la possibilità ad imprenditori privati in concorrenza fra loro, di esercitare varie linee di trasporto spinge le imprese concorrenti ad un iniziale miglioramento dei servizi, che tende poi ad abbassarsi nel tempo. Ma ponendo determinati parametri sull’esercizio del servizio e controllandoli in continuo con mezzi informatici si può impedire questi abbassamenti e stimolati con premi di produttività, a migliorare il servizio con abbassamento dei costi come avviene in tante città italiane.
            Un’altra soluzione che purtroppo solo in pochi casi si è realizzata è quello della trasformazione dei lavoratori in padroni dell’azienda.(cosa che la Costituzione Italiana auspica).
           Se i lavoratori decidessero di acquistare l’azienda dando a capitale le loro liquidazioni maturate si potrebbe avere una cifra fra i 3 ai 5 miliardi. Questo porterebbe a rendere uniti i lavoratori, consci che se l’azienda va male perderanno la liquidazione e porterebbe a lavorare con passione per conseguire, oltre ai propri stipendi, anche utili aziendali.     
           D’altra parte tanti imprenditori hanno saputo venire su dal poco, costruendo, senza rubare a nessuno, un patrimonio aziendale.
            Questa strada presuppone una amministrazione del Comune intelligente e seria, cosa che attualmente non è ipotizzabile.
             Voteremo SI al referendum perché bisogna provare il nuovo, prima di prolungare il vecchio, che è diventato il peggio.
             Una azienda che vede tanti autobus, di varie marche, andare a fuoco, tanto l’assicuratrice (sempre del Comune di Roma) paga senza molte storie, non merita di rimanere a continuare a gestire il servizio.
             Dubitiamo che le case costruttrici degli autobus non abbiano saputo dare indicazioni per impedire ulteriori incendi.
             Ne la scusa che si utilizzano pezzi usati sta in piedi, perché tanta parte del parco macchine italiano è aggiustato tutti i giorni con ricambi rigenerati, senza che i mezzi si incendiano o si rompano usciti dall’officina.
             Speriamo che i periti che hanno operato per la Procura di Roma siano stati scelti in ambito nazionale e non locale.
Noi non la conosciamo, ma ci auguriamo che i giudici che esaminano i ricorsi di Micaela  Quintavalle rilevino come la sicurezza dei cittadini trasportati, che questa signora ha denunciato, prevalga sull’interesse di una azienda che esercita il servizio di trasporto passeggeri con mezzi dai tanti guasti che magari non si riparano o si riparano male.