E si chiedono perché perdono!
No il Pd non perde perché come dice Speranza, senza speranza, non ha proposte di sinistra. Di certo Salvini non ha proposte di sinistra e vince; i 5Stelle non hanno proposte di sinistra ma solo favole e hanno vinto.
Che cosa è che non va nel PD?
Troppi galli a cantare a criticare, che non sanno presentare analisi fondate sui programmi , e su come il PD è collegato ai ceti sociali nelle metropoli e nei piccoli comuni della provincia.
Nessun che spieghi perché la maggior parte delle sezioni sono vuote, perché nel sud le realtà di rinnovamento della società non hanno un dialogo continuo con il PD che le contatta solo sotto elezioni. Le migliaia di piccole associazioni e movimenti di tutti i generi presenti in Italia non hanno quasi sempre un dialogo con le sezioni del PD, che così non capiscono quali sono i bisogni, le parole d’ordine e le esigenze vere dei cittadini su quel territorio.
In compenso si continua a fare dichiarazioni a dispetto gli uni contro gli altri: se Calenda invita a cena Renzi, Gentiloni e Minniti, il sempre serioso Zingaretti senza neanche aspettare ne i temi del colloquio, ne i risultati del colloquio, cerca di fare il populista dicendo che lui inviterà in trattoria vari rappresentanti del popolo.
C’è da ridere per questa grande capacità di suicidio del Partito.
Vi è uno, che mi sembra per qualche anno ha retto l’organizzazione del Partito: Matteo Orfini. Lui ci dovrebbe dire lo stato delle sezioni, non solo quante funzionino e quante no, ma anche indicare le possibili ragioni dei mancati collegamenti fra le sezioni e i cittadini del territorio. Macché, forse per coprire le sue colpe, ci dice che bisogna sciogliere il Partito e rifondarlo. Altro che responsabile dell’organizzazione, questo è un responsabile della distruzione.
E queste sono le notizie che figurano sulla stampa tutti i giorni: le liti interne.
Sarebbe meglio che Zingaretti dicesse ogni giorno quali sono i singoli problemi delle comunità locali della Regione, o dei singoli comuni o di Roma e quali le proposte e i tempi per soddisfarle. E magari provvedesse a far fare una relazione sullo stato delle sezioni del Pd, indicando anche le nuove vie da percorrere. Queste si che sarebbero le notizie che prima o poi apparirebbero sulla stampa e che la gente vuole sentire e che dimostrano che un partito funziona.
Pensate se il Partito comunista negli anni delle persecuzioni e poi della Resistenza e quelli successivi della democrazia italiana, si fosse comportato come tanti di voi: ognuno che diceva cose opposte agli altri. Eppure erano tutti bei cervelli, e di opinioni in contrasto ce ne sono state molte. Si discuteva aspramente all’interno, ma finita la discussione e votato la mozione finale chi aveva perso taceva, e sosteneva la mozione vincente anche all’esterno. Prendete esempio da loro che hanno saputo costruire la democrazia in Italia!
Renzi, Martina, Gentiloni, Letta, Prodi, Veltroni e tanti altri sono gente capace, che può sbagliare come tutti noi, ma sono senza meno guide sicure per la difesa della Democrazia in Italia.
Poi potete pure ridurre la durata dei mandati, ma una volta votati ai loro incarichi, tutti uniti e compatti a sostenerli e a tacere su i contrasti interni.
Solo così il Pd può di nuovo conquistare gli elettori italiani.
IL PENSIERO POLITICO CHE NON TIENE CONTO DELLA ESPERIENZA STORICA E' SEMPRE FALLIMENTARE. Per una civile comunicazione i commenti sono graditi se riportati su sito o blog del commentatore per permettere ponderazione del commento.
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lunedì 17 settembre 2018
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