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lunedì 6 agosto 2018

#politica #stampa #partiti @noisiamoilpd I CONSIGLI DI TRAVAGLIO




        E’ molto divertente leggere critiche e consigli da parte di chi dovrebbe pensare prima ai propri problemi irrisolti.
       Mi hanno divertito molto i consigli di un politico famoso nel mondo come l'on. Speranza e di un ex Presidente del Consiglio come Bersani, che non seppe parare i colpi interni da Segretario. Dopo le ultime elezioni consigliavano al PD di fare una critica interna che buttasse fuori Renzi e i giovani che lo sostengono. Ma non pensavano minimamente a farsi un autocritica perché da un preventivato 10/15% avevano preso il 2,5%.
        Emiliano, da governatore onesto, competente e democratico quale è, addirittura suggeriva che se Renzi avesse vinto le primarie per segretario, non lo si doveva accettare.
Poi ci sono tanti improvvisati amici del PD che hanno dato consigli da il Post o da Huffington o da Lettera 43, (giungendo addirittura a auspicare un governo M5-PD), consigli che potevano nella maggior parte dei casi permettere al PD di affondare più rapidamente.
        Oggi è Travaglio che da " il Fatto" porge analisi e consigli al PD, forse pensando di attrarre la benevolenza di qualche nemico del PD per compensare i margini di costo del suo giornale.
        A Travaglio, che purtroppo è veramente un ottimo cervello, contesto la base del suo ragionamento: il consenso immutato degli elettori a Lega e M5S. Ora è sbagliato riguardare il consenso alla Lega unitamente al consenso per M5S. Per i 5Stelle il consenso è legato come negli spettacoli di illusionismo al rituale che comprende l’uso di un certo linguaggio e la promessa di una magia. A dimostrazione di questo, un personaggio insignificante come Conte riceve un gradimento elevato.
        A Travaglio voglio domandare:
      “ Se nella gestione del tuo giornale, l’amministratore delegato dicesse al presidente che è un tiranno, un bugiardo, un affarista, un corruttore, un antidemocratico, aumenteresti i lettori del tuo giornale o in un lasso di tempo medio li perderesti quasi tutti costringendoti a chiuderlo ? “
        Ecco la principale causa della perdita dei voti del PD.   Chi mai vota un partito al cui interno ci si insulta, ci si accusa, si va contro alle decisioni prese dalla maggioranza, si sabota l’azione del governo ?
       Coloro che conoscono la politica o sono legati da anni al PD, anche se non iscritti, lo continueranno a votare come unica speranza di un cambiamento del paese, ma gli altri elettori trasmigreranno in partiti dove non vi sono (o non appaiono) lotte devastanti interne.
       Perché il principio “marxista” del centralismo democratico, è un principio totalmente accettato dal “capitalismo” che lo applica, necessariamente,  in ogni impresa piccola o grande che sia. E diciamolo sinceramente, lo applicano in tutte le famiglia che vogliono durare nel tempo.
        Questo però non esclude sbagli da parte del PD, come quello di aver tenuto in piedi sostanzialmente la procedura assurda del Governo Berlusconi Lega e FdI, su la gestione dei migranti dai centri di accoglienza in poi ; ma questo è un altro discorso.