Tanti
sono i consigli e le proposte per il PD, sia interne che esterne. E
tante sono le sciocchezze in questi consigli.
Vorrei
ricordare che se si vuole vincere quattro sono i punti base da
realizzare:
capire
il tipo di cultura (valori sociali e individuali) presente in un
momento storico, nella popolazione per
poterlo dirigere o poterlo modificare;
realizzare
un organizzazione che permetta il contatto con tutti gli strati della
popolazione per ascoltare le necessità sentite, sia reali che
indotte;
unire
le richieste dei ceti più svantaggiati con i ceti medi (la vittoria
elettorale è sempre data dalla capacità di aggregare alla propria
battaglia il ceto medio);
la
necessità che tutto il Partito parli lo stesso linguaggio, smettendo
le lotte interne fra correnti o persone, fino al raggiungimento
del
successo elettorale.
Queste
quattro “gambe” portano ad individuare una linea politica
comprensibile alla popolazione tutta e sulla quale ricevere alleanze.
Se
si vuole continuare a perdere allora si può perseguire la strada del
cambiare nome al
partito, rifondare
un nuovo partito, fare alleanze a destra o a sinistra in
cui si perde la propria identità, ricorrere alla farsa congressuale
per combattersi nel partito.
Siamo
nell’era informatica, utilizziamola, e sui singoli problemi, sulle alleanze,
su
chi deve guidare il Partito, facciamo referendum
fra gli iscritti, verificati
poi con referendum fra gli elettori e simpatizzanti.
Di
certo si otterrà rapidità nelle decisioni e la scomparsa di molte
correnti inesistenti.
Autore
:
pemc.
05.07.2018
