Basta
rifondare.
E’
una vecchia abitudine di molti partiti pensare di rifondarsi: DC,
PSI, FI e frange di frange di partiti minori. Ma questo non è la
soluzione, non
risolve nessun problema e finisce per distruggere il partito o il
movimento e la sua cultura.
Un
partito o un movimento perde consenso o conquista le piazze, se
riesce o meno a capire non i problemi reali del Paese, ma il tipo di
cultura individuale
e sociale.
Intendo
i rapporti fra individuo e individuo, individuo e Stato, individuo e
famiglia, individuo e forma dello stato, che in una parte più o meno
vasta della popolazione del paese si è affermata.
E
il tipo di cultura della popolazione o di parte di essa determina
anche il tipo di dialettica che viene recepita, cioè le
affermazioni dialettiche che quel tipo di cultura considera vere
(anche se non lo sono). Le espressioni dialettiche, anche
reali
che non rispondono a quella cultura non sono, anche se ascoltate,
accolte .
Se
guardiamo i movimenti succedutisi non solo in Europa, ma in tutto il
mondo dalla metà dell’ottocento ad oggi, ne troviamo la conferma.
Quali
sistemi per vincere una cultura sbagliata, negativa per tutta la
collettività ? Nella storia sono stati applicati sistemi diversi, ma
il più efficace in questo nostro tempo dominato dalla rapidità
della comunicazione, sta
nel
trovare
la causa delle paure recepite dai
più,
identificare
le
soluzioni possibili per eliminarle.
E
per “paure “ intendiamo i valori individuali e sociali sentiti
dai singoli
come
realtà giornaliere. Occorre rimuovere tali “paure” con una
giornaliera contestazione e messa in ridicolo delle
affermazioni dei partiti che le
sfruttano,
portando
avanti
proposte e azioni volte a eliminare veramente
le
cause delle paure.
Infatti
i partiti che sfruttano queste paure hanno
necessità di
conservarle nella popolazione, altrimenti perderebbero la presa
elettorale.
Questa
è
la sola comunicazione dialettica che può spezzare
il legame fra il singolo e la cultura dominante.
Autore
pemc.
